Legacoop chiama il Comune: task force per le cooperative
Ci sono troppi punti oscuri: sarà per questo che Giannini cerca di controllare a 360 gradi?
A Bari dopo ventisette anni finalmente stanno per vedere l’alba nuove case, grazie allo sblocco dei Mix operato da Gianni Giannini, assessore comunale all’Edilizia Residenziale Pubblica.
Ma a Legacoop questo non basta e Antonio Calderaro, presidente del distretto pugliese che rappresenta il 50% delle cooperative edilizie in graduatoria e i 2/3 dei soci iscritti e interessati al bando del Comune per l’assegnazione dei suoli nelle maglie 20, 21 e 22, spiega perché: “A Bari ci sono 3500 famiglie, il 90% giovani coppie, che attendono una casa. Noi chiediamo al comune che venga messo in opera un gruppo di lavoro con tecnici del settore per sveltire le pratiche. Noi possiamo dare le nostre competenze, fornire la nostra esperienza se necessario”.
Bari rispecchia con la sua fame di case un po’ l’andamento del mercato immobiliare italiano, gravato dal problema dei mutui, che ormai coprono una media di 25 anni di salario a fronte dei 12 che ne occorrevano solo 10 anni fa, e dal caro affitti, che ormai assorbe il 60% degli stipendi.
Le cooperative però scalpitano, chiedono di poter costruire, e non comprendono lo stop che dalla fine di settembre è calato sull’attribuzione dei suoli, visto poi che a giorni i proprietari dei suoli che non si sono consorziati devono essere espropriati dei terreni dal comune.
La Legacoop ringrazia l’Amministrazione Emiliano della volontà di rispettare i criteri di abitabilità, le nuove norme per la bioarchitettura che il bando per lo sblocco dei Mix prevede, ma questo non può bastare: “Chiediamo di individuare nuove aree da destinare alle cooperative” ammette Calderaro, “perché solo così eviteremo l’esasperazione di persone, rappresentanti di un ceto medio estremamente allargato, che solo riunendosi in cooperativa possono assicurarsi una casa a prezzo ragionevole”. Ma per fare questo bisognerà bussare anche alla porta di Ludovico Abbaticchio, assessore all’Urbanistica, non solo a quelle di Giannini.
Antonio Calderaro ha espresso con il sorriso sulle labbra un malcontento generalizzato che potrebbe assumere toni ben più violenti. I rappresentanti delle cooperative più anziane non comprendono come consorzi costituiti molto più di recente abbiano una posizione in graduatoria più alta nel bando comunale: sembra che alcuni gruppi abbiano inserito al loro interno all’ultimo momento nuclei con famiglie numerose che hanno fatto schizzare i punteggi in alto. Forse è anche per questo che Giannini sta andando con i piedi di piombo sull’assegnazione dei suoli ma anche sulla verifica dei requisii delle cooperative: vigilare costantemente è sempre stato un suo must.
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