Policlinico e Università: il dibattito è aperto
La riorganizzazione dell’assistenza nell’Azienda Ospedaliera POLICLINICO non può prescindere da una condivisione operativa con la Facoltà di Medicina.
Se si vuole offrire agli utenti un servizio efficiente,è opportuno tracciare i percorsi attraverso cui si possano raggiungere gli obiettivi non prescindendo dall’analizzare chi sono gli “utenti”e quale è il target. Bisogna cioè tener conto che non si parla solo di cittadini-pazienti ma di studenti e di specializzandi che hanno assunto ora una figura giuridica meglio definita ai fini lavorativi.Il piano della Salute deve partire dall’accordo fra le Università e la Regione a cui si aggregheranno, per le loro specificità, gli IRCCS e le Aziende Ospedaliere con le proprie emanazioni territoriali.
Ogni proposta di accordo degna di questo nome deve contare su Aziende Ospedaliere in cui siano operanti i propri organi tecnici.
Desta meraviglia,per esempio, l’iter procedurale che si sta adottando, nell’ambito dell’Azienda Policlinico, per proporre un Piano di Riordino relativo al Policlinico stesso,sede storica della Facoltà Medica.
Non è l’Azienda, infatti, a dover richiedere modifiche al Piano,ma la Regione e le Università (Facoltà di Medicina di Bari e Foggia), sulla base delle loro programmazioni,devono stipulare un protocollo d’intesa che,una volta formalizzato,farà parte integrante del Piano di Riordino regionale della rete ospedaliera..L’unico accordo,pertanto, che può essere legittimamente inserito nel suddetto Piano non può che essere quello previsto dal Protocollo d’intesa stipulato il 12 marzo 2003 tra Regione ed Università di Bari e tuttora in vigore.
Ogni eventuale modifica ed integrazione del suddetto Protocollo non potrà che intercorrere tra Regione ed Università nell’ambito delle forme e modalità previste dalla legge. Alcune puntualizzazioni per evitare di percorrere strade virtuali:
quante inadempienze regionali sul citato Protocollo del 12 marzo 2003!
A parte alcune iniziative “a stralcio” per consentire la sopravvivenza di alcune Scuole di Specializzazione, il suddetto protocollo è rimasto lettera morta e, a tutt’oggi, non si è dato seguito all’iniziativa che ritengo pregiudiziale e strumentale rispetto ad ogni altra, ovver la costituzione nelle forme di legge dell’Azienda Unica Ospedaliero-Universitaria con la costituzione di tutti gli organi e le rappresentanze previste per legge dal DLgs. 517/99 e dal più volte citato Protocollo d’Intesa: (CIV;collegio dei Revisori;Nucleo di valutazione;collegi Tecnici; riconoscimento rappresentanze OO SS Universitarie,ecc). Ci si chiede di proporre i Dipartimenti Assistenziali Integrati senza esserci l’Azienda! Il trattamento economico non aggiornato dal 1999 per colleghi ospedalieri e i colleghi universitari,peraltro già realizzato in altre regioni (Emilia –Romagna,Umbria ,ecc.).
Sarebbe auspicabile che chi si affaccia a programmare didattica, assistenza e ricerca in Puglia non improvvisi ma decida supportato da una buona dose di informazione nazionale e,perché no anche europea.
*Direttore Cattedra di Metodologia Chirurgica – Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Bari
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