Assegnato il Nicolino d’Oro
Emiliano: “Conosciamo oggi degli eroi sconosciuti che ci daranno il senso di una umanità barese e potente”
Giunto alla decima edizione, il premio Nicolino d’Oro anche quest’anno è stato attribuito a cittadini, enti e istituzioni baresi che si sono distinti per valore sociale e meriti particolari sul territorio. Per l’anno in corso sette sono i destinatari del riconoscimento, che fu istituito nel 1998 dal Circolo ACLI della Città vecchia intitolato alla memoria del compianto sindaco di Bari, Enrico Dalfino.
Hanno vinto il premio, che prende il nome dal santo patrono del capoluogo pugliese, l’associazione UNCI (Unione Nazionale Ciechi Italiani), l’Arma dei Carabinieri di Bari, Mario Gismondi, direttore del quotidiano Puglia, l’EPAS (Ente Provinciale Acli Servizi sociali), il prof. Onofrio Resta, primario di pneumologia al Policlinico di Bari, il prof. Luigi Bressan, oggi scomparso (ha il merito di aver scoperto diverse epigrafi in città), e Lillino e Bruna Barberini.
Gli ultimi due, individuati e premiati dal consigliere Anna Dalfino, sono marito e moglie più che ottantenni. Dal 1958 vivono in condizioni di estremo disagio a causa della continua assistenza che devono necessariamente prestare al loro figlio cinquantacinquenne, senza alcun sostegno. Francesco, infatti, all’età di cinque, a causa della somministrazione di un vaccino scaduto, ha contratto una malattia rara, per la quale il suo corpo è cresciuto, ma le sue funzioni cerebrali no.
La cerimonia si è svolta nella Sala consiliare del Palazzo di città gremita di giovani studenti e in presenza della giuria di valutazione, presieduta da Agostino Barracane, dei consiglieri comunali Fanelli, Pirro, Dalfino e Lagala, e del sindaco di Bari, Michele Emiliano. “Questo premio”, ha detto il sindaco, “vuole riconoscere il fato che ci sono in città tante felicità costruite da uomini e donne, che intendiamo ricordare per restituire loro la felicità”.
“Conosciamo oggi”, ha concluso Emiliano, “degli eroi sconosciuti che ci daranno il senso di una umanità barese e potente”.
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