Emergenza Acqua: prima il potabile e poi l’agricoltura

Stefania Losito

Onofrio Introna fa il punto della situazione con gli industriali baresi

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“L’acqua deve essere anzitutto destinata a garantire il fabbisogno del potabile, poi di agricoltura, industria e degli altri settori. Per questo cerchiamo nella fase intermedia tra l’adozione e l’approvazione del Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia di trovare forme che aiutino il mondo agricolo e concilino le esigenze della salvaguardia della falda con quelle dell’agricoltura che ha bisogno di acqua”. Così l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Onofrio Introna, durante il convegno “Comparto irriguo e industriale: situazione e prospettive del Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia”, organizzato da Confindustria Bari.

Dopo l’adozione del progetto da parte della Giunta, nel giugno scorso, si è aperta la fase intermedia che traghetterà il provvedimento sino all’approvazione definitiva entro il 31 dicembre 2008, attraverso il dialogo con le parti interessate, quali enti, operatori del settore e associazioni di industriali e agricoltori. “L’incontro con gli industriali – ha detto ancora Introna – è allargato ai rappresentanti degli ordini professionali e delle associazioni di categoria degli agricoltori pugliesi. Ci sono lamentele. Con l’adozione del Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia sono infatti scattate le norme di salvaguardia che non consentono nelle aree considerate a rischio o comunque sensibili dal punto di vista della salvaguardia della falda di continuare a concedere autorizzazioni al prelievo di acqua dalla falda”. Ed effettivamente, sui limiti delle misure di tutela si è espresso anche Alessandro Laterza, presidente di Confindustria Bari, chiedendo un maggiore approfondimento sulla questione e l’armonizzazione del Piano con gli altri interventi, in particolare con il Pear (Piano energetico ambientale regionale) e al Prae (piano regionale sulle attività estrattive).

“La Regione si è dotata del Piano di Tutela delle Acque avendo la necessità di salvaguardare la qualità e la quantità dell’acqua nelle nostre falde – ha concluso l’assessore – in Puglia c’è un motivo in più per farlo visto che la nostra unica, vera ed autonoma risorsa è la falda. In alcuni casi – ha aggiunto – è addirittura prevista la diminuzione o la sospensione del numero di concessioni. E’ quindi importante capire che la Puglia non può permettersi coltivazioni idrovore, che richiedono un uso sconsiderato di acqua. Perché non ne abbiamo, non perché vogliamo negarla. Dobbiamo quindi stabilire priorità e nella nostra scala di valori l’acqua deve essere anzitutto destinata a garantire il fabbisogno del potabile, poi l’agricoltura, l’industria e gli altri settori".

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