Diversi a Diversi: un bilancio, mille idee

Attenzione speciale al Genere: non solo avviamento al lavoro
“Studiamo un bilancio non in relazione alle entrate e alle uscite ma nell’interesse dei cittadini”: esordisce così Cinzia Capano, assessore alle Politiche Economiche del Comune di Bari, presentando nel primo sabato di dicembre a pochissimi baresi, quasi tutte donne, il Bilancio di Previsione 2008. Accanto a lei due assessori chiave per la lettura in rosa del documento, Susi Mazzei e Pasquale Martino, oltre al direttore di Ragioneria del Comune Francesco Catanese.
La base di partenza del documento che andrà all’esame della giunta entro dicembre e deve essere approvato entro gennaio prossimo dal consiglio comunale, è l’esercizio finanziario 2007: per la spesa corrente si sfiora il tetto dei 300 milioni di euro, dove la fanno da padrone i 167 milioni destinati alla “prestazione di servizi”. In questa macroarea sono compresi i fondi destinati ad Amtab, Amiu e Multiservizi, i compensi agli organi istituzionali, le spese per le mense dei bambini, del telefono e di internet negli uffici comunali ma anche i corsi di formazione per la polizia municipale. Un grande calderone dove sembra non esserci traccia di quel bilancio di genere, dell’attenzione alle donne che è diventata uno dei vessilli dell’Amministrazione Emiliano.
“Leggendo i dati numerici non ci capiamo niente” ammette candidamente la Capano, “ma per redigere il bilancio di genere abbiamo fatto un’analisi di contesto, per capire quante persone si negano da se stesse, perché c’è uno strato di popolazione che non riesce a far sentire la sua voce. Abbiamo raccolto dati sul tipo di istruzione dei baresi, sul lavoro, sugli stranieri residenti: un lavoro fatto su scala anche circoscrizionale, e permettetemi di dire una cosa in merito al decentramento. Il criterio di equità nell’attribuzione dei fondi non funziona, perché ci sono infinite differenze e necessità diseguali. Serve spostare l’ottica verso una ripartizione dei fondi in base ai bisogni reali. Guardiamo alla densità per esempio: a Palese abbiamo 1.544 abitanti per chilometro quadrato, 15.144 nel Murattiano e 17.048 a Madonella. Un dato che comporta una serie infinita di necessità differenziate”.
Un tema sul quale tornare prossimamente, visto la polverizzazione dei fondi che si consuma in seno alle circoscrizioni.
Carte alle mano sul bilancio di genere, la Capano è molto chiara: “Se dovessimo considerare solo le politiche attive del lavoro, le misure attuate per l’avviamento al lavoro e alla costituzione d’impresa del gentil sesso, dovremmo contabilizzare solo 8 milioni di euro destinati dal Comune alle donne. Ma non è così: prendendo in considerazione il bilancio 2006, ormai chiuso, ci sono 277 milioni di euro, distribuiti in tre aree del bilancio che riguardano direttamente le donne”.
Quando si parla di area di cura dell’infanzia e dell’adolescenza, degli anziani e della riconciliazione famiglia lavoro, vengono fuori le cifre che impattano direttamente su una migliore qualità della vita delle donne: pensiamo ai 38 milioni di euro destinati alle scuole o ai 10 milioni di euro che il Comune stanzia da tempo per interventi di recupero dei minori a rischio, oltre ai fondi destinati alla ripartizione traffico (25 milioni di euro) o per l’illuminazione stradale.
Leggendo il Bilancio in questo modo, cercando tutti i servizi che entrano a stretto e largo giro con la vita delle donne, è chiaro l’intento di supporto che il Comune intende dare alle moglie e alle madri, ma anche alle figlie e alle single che hanno scelto Bari per vivere.
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