Arrestato “Mignolino”, killer di Antonio Giuliani
Trovati i responsabili del pestaggio ad un sedicenne
Con l’accusa di aver ucciso un pregiudicato e di aver pestato a sangue il presunto baby testimone del delitto, gli agenti della Squadra mobile della Questura di Bari hanno arrestato, all’alba di ieri, nove presunti aderenti a diversi clan malavitosi della città. Ad essere stato accusato di omicidio aggravato è Giacomo Quaranta, 34enne barese, detto “Mignolino”. E’ lui il principale responsabile del delitto di Antonio Giuliani, il 22enne presunto esponente del clan Strisciuglio trovato morto il 27 agosto 2006 nelle campagne tra Bari e Modugno. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari su richiesta del Pm inquirente della Dda Desiré Digeronimo
Quaranta era già detenuto per l’omicidio di Giovanni Cellamare, pregiudicato del quartiere San Paolo ucciso il 24 aprile del 2006. Gli altri provvedimenti cautelari sono invece stati eseguiti nei confronti di altri pregiudicati ritenuti autori del pestaggio di un ragazzino di 16 anni che essi ritenevano, per errore il basita dell’agguato mortale di Giuliani.
Il clan Strisuglio, infatti, cercò di capire quali fossero le motivazioni che portarono all’uccisione di Giuliani. Così ritenne fosse plausibile ricondurre la morte di Vito Santoro (affiliato al clan Abaticchio, ndr), avvenuta il 23 agosto dello scorso anno con due colpi di pistola, ad uno screzio che quest’ultimo ebbe con Giuliani. Motivo del contendere, un litigio scoppiato tra i due a causa di uno scooter rubato da Giuliani ad un uomo di Santoro.
Da lì uccisione di Giuliani in un deposito di via Laricchia e il conseguente trasferimento a Modugno. Gli uomini del clan Strisciuglio decisero poi di punire con calci e pugni un ragazzino di 16 anni, che per errore fu considerato il basista dell’agguato a Giuliani. Il ragazzino non ha mai denunciato l’aggressione subita alle forze di polizia.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito