Quando la realtà è vista dalle donne
Scrittura femminile fra letteratura e giornalismo
Realizzare una panoramica sul mondo della scrittura femminile, che ne evidenzi l’acutezza, l’ingegno e la sensibilità. Questo l’obiettivo del convegno organizzato in questi giorni dall’Università degli Studi di Bari: tre giornate ricche di appuntamenti e interventi, per parlare di scrittrici e giornaliste, donne capaci di raccontare e analizzare la realtà attraverso la forza delle proprie opere.
Al centro della discussione il forte intreccio fra la letteratura e il giornalismo che, quando non si ferma alla semplice cronaca, diventa una scrittura complessa e articolata, capace di riportare i fatti ma anche le sensazioni e gli stati d’animo che questi nascondono. “Per questo c’è sempre nel giornalismo una forte dose di narratività,” afferma Bia Sarasini, giornalista freelance, “e, allo stesso tempo, la letteratura può diventare cronaca, inchiesta, reportage: ne è un esempio Melania Mazzucco, autrice di opere ibride, narrative certo, ma con alla base un’accurata documentazione”.
Marina Camboni, dell’Università di Macerata, dedica la sua attenzione a Dora Marsden, Rebecca West e Virginia Woolf, scrittrici e giornaliste fra le più importanti della prima metà del Novecento, accomunate dalla capacità di prendere le distanze dalle convenzioni della società e di rivendicare un ruolo diverso per la donna. “La Marsden fonderà, nel 1911, la rivista ‘Free Woman’, con cui prenderà le distanze dal movimento suffragista, in favore di un’idea personale del femminismo. Una rivista, la sua, capace di stimolare la libertà intellettuale delle donne, portandole ad una maggiore coscienza di sé”.
Fra le scrittrici e giornaliste italiane, emerge la figura di Matilde Serao, capace di analizzare, in articoli e romanzi, la difficile condizione della sua Napoli a cavallo fra Ottocento e Novecento. “Le sue opere”, spiega Wanda De Nunzio, dell’Università di Bari, “si distinguono per un forte valore testimoniale, che non si limita ad un’arida analisi, ma lascia trasparire in ogni riga la sensibilità e la partecipazione emotiva della scrittrice”.
Non mancano grandi personalità che si sono confrontate con avvenimenti più recenti. Fra queste, la filosofa e scrittrice tedesca Hanna Arendt, capace di analizzare in modo rivoluzionario i regimi totalitari, e di offrire una lettura inquietante dei crimini perpetrati durante il nazismo: messi in atto, come scrive ne ‘La banalità del male’, non da mostri inumani, ma da persone normali e mediocri, preoccupate solo di eseguire gli ordini e non correre rischi sotto il regime.
Coraggiosa, ancora, la produzione artistica di Marjane Satrapi, fumettista iraniana contemporanea, che mostra con leggerezza e profondità la condizione dell’Iran dagli anni ’80, dopo la rivoluzione komeinista: una storia delicata e ironica, che è, insieme, vissuto quotidiano e testimonianza di un’epoca.
Il convegno si è concluso oggi presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, con seminari e discussioni sul modo in cui la letteratura contemporanea ed i media raccontano la donna di oggi.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito