Massimo D’Alema ricorda Benedetto Petrone
Il ministro degli Esteri scrive al sindaco di Bari: “L’epoca della rimozione è alle nostre spalle”
“Vedere Bari ricordare in modo così impegnativo Benedetto Petrone, la sua morte tragica e le lotte della sua generazione nel trentennale dell’uccisione per mano fascista, è una scelta importante che condivido con l’animo di chi fu in quegli avvenimenti coinvolto, anche se non direttamente.
Segretario della Federazione Giovanile Comunista, venni a Bari per partecipare ai funerali di Benedetto: ricordo la grande folla, la tensione che la attraversava, la saggezza e la fermezza con cui si riuscì ad evitare l’innescarsi di spirali di violenza tanto comuni in quegli anni. Quando anni dopo tornai a Bari come dirigente del Pci pugliese la ferita di quella morte bruciava ancora nelle carni della sinistra.
Tanto resta ancora da fare per ricostruire quella vicenda e il contesto politico, locale e nazionale, in cui si sviluppò. Ma il fatto che la Città e le istituzioni baresi da qualche anno onorino la memoria di Benedetto Petrone e che oggi nel teatro comunale affacciato proprio sulla piazza dove egli venne ucciso si svolga una grande manifestazione, è il segno che almeno l’epoca della rimozione è alle nostre spalle. E questo facilita quello che oggi è finalmente possibile: discutere serenamente con tutti delle vicende di quegli anni.
Avrei davvero voluto essere con voi questa sera, ma altri impegni me lo impediranno. Ti prego pertanto di trasmettere a tutti i partecipanti e prima di tutto ai familiari di Benedetto, i miei saluti e questi miei pensieri”.
Massimo D’Alema
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