Quando la Callas era Medea

Alessandra Colucci

Omaggio di Bari alla carriera del celeberrimo soprano e per dicembre del 2008……

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Se c’è stato un ruolo indissolubilmente preponderante nella magnifica carriera di Maria Callas, questo è, senza dubbio, quello di Medea. Una figura di donna tragica, per più versi accostabile alle esperienze private del grande soprano di origine greca. Ora, Bari rende omaggio alla Callas, proprio nella sua più celebre interpretazione e lo fa con una mostra, "Da Medea a Medea", che sarà allestita nel foyer del teatro Piccinni, a partire da oggi, 27 novembre. In mostra una quarantina di immagini che raccontano le tre volte che la Callas si confrontò con il personaggio.

Nel 1953 e nel 1961, alla Scala, la Callas fu l’eroina dell’opera di Cherubini. Di quei due allestimenti restano le immagini di Erio Piccagliani, provenienti proprio dall’archivio del teatro milanese. Nel 1969, invece, la Callas fu ancora Medea, ma per la cinepresa di Pier Paolo Pasolini. Gli scatti di scena, firmati da Mario Tursi, raccontano una donna molto diversa. Una sorta di viaggio, dunque, dagli inizi all’apice della straordinaria carriera di una tra le voci più belle di tutti i tempi. La giovane artista, che si era liberata a fatica di uno spoporzionato numero di kg, diventando una tra le donne più ricercate del mondo, una vera e propria diva che aveva, poi, ai tempi di Pasolini, iniziato l’inesorabile cammino verso il declino. La mostra racconta tutto questo, i tre momenti della vita artistica della Callas, in relazione alla sua Medea. L’evento, curato da Classica, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari e sarà visitabile, fino al 20 gennaio 2008, dal martedì al sabato, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

E per dicembre del 2008, in concomitanza con la riapertura del Petruzzelli, in arrivo la grande mostra iconografica e musicologica dedicata ad herbert Von Karajan, disicuro il direttore d’orchestra più popolare e massmediatico del ‘900.

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