Sollevare le imprese del Mezzogiorno partendo da Bari

Tra le idee, la modifica della legge 488 e un ente per finanziare gli imprenditori
Legge 488, sostegno alle piccole e medie imprese, rilancio dell’economia del Sud Italia. E una nuova “cassa del Mezzogiorno”. Sono le proposte messe sul tavolo dei parlamentari pugliesi dai consiglieri comunali Natalino Ventrella di Turi (Udeur) e Giuseppe Lovascio di Conversano (An). Idee che vorrebbero scuotere il ministro Bersani che si appresta ad introdurre nuovi parametri nel prossimo bando per la 488 (la legge che distribuisce alle aziende italiane la gran parte degli aiuti statali a fondo perduto e a tasso agevolato).
Hanno presentato il progetto attraverso i consiglieri regionali Ignazio Zullo (Italia di Mezzo), Rocco Palese (Fi), Francesco Damone (Puglia prima di Tutto), Tommaso Attanasio (An), Stefano Giampaolo (Primavera Pugliese) e Simone Brizio (Udc federata). All’incontro di ieri in consiglio regionale erano assenti soltanto gli onorevoli Francesco Divella e Rocco Pignataro.
L’obiettivo è sviluppare le piccole e medie imprese, rilanciare l’economia meridionale e modificare la legge 488 istituendo un nuovo ente, una sorta di struttura che si rifà alla vecchia cassa per il Mezzogiorno e per i finanziamenti alle imprese. E vorrebbero che la sede si stabilisse a Bari.
I consiglieri comunali chiedono di ridurre la difficoltà di accesso al mutuo, evitando l’indebitamento forzato di aziende che potrebbero non averne bisogno</strong>; l’elaborazione dei parametri innovativi in proporzione alle esigenze del turismo</strong>; aumentare i fondi, ritenuti troppo scarsi; istituire un ministero per il Mezzogiorno snellendo le procedure.
Il capogruppo di Forza Italia, Rocco Palese ha proposto meno Stato e più libertà d’impresa. “Né la 488 né altre leggi possono portare grandi risultati – ha detto – perché è arrivato il momento di cambiare completamente e invertire i processi produttivi e non solo nell’agricoltura”. “Gli imprenditori – ha proseguito – non hanno più bisogno di incentivi ma di avere regole e tutela su tre grandi questioni, e cioè fisco, mercato del lavoro e zone franche”. Legge inadeguata anche per Giampaolo che ha sottolineato “la non serenità dei dati sulla 488 che in Puglia ha finanziato più truffe che investimenti”.
Secondo Damone, invece, “il problema non sono le regole o le norme, bensì la cultura, i costumi e il comportamento di una classe politica sempre più distante dagli imprenditori”. “Situazione drammatica” per Attanasio, secondo cui “occorre immediatamente che il Governo nazionale riposizioni nell’agenda delle priorità il Mezzogiorno, anche in vista delle possibili delocalizzazioni delle produzioni nel Nord America dove si può produrre a prezzi competitivi e con buona qualità”.
“La 488 non è servita a nulla – ha aggiunto Brizio – e ha il grande difetto di dare soldi a chi ce li ha già, come le grandi imprese del Nord”. Brizio poi si è soffermato sull’importanza dello strumento dei distretti produttivi, la cui legge istitutiva è stata da poco approvata, congiuntamente, dal consiglio regionale e si chiede, polemicamente, “come mai la regione non abbia pubblicizzato ancora i primi bandi, che scadono il 5 dicembre prossimo, per la presentazione delle domande per istituire i distretti, uno strumento importantissimo e che potrebbe essere di grande vantaggio per la Puglia”.
Ignazio Zullo infine, “in condizione di ascolto”, ha sottolineato invece la necessità per gli imprenditori di “sburocratizzare la pubblica amministrazione” e ha confermato la sua piena disponibilità “a trasformare le richieste avanzate dai consiglieri comunali in tutti quegli atti che come consigliere regionale mi competono”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito