I pensionati in protesta contro la finanziaria: “Prodi vattene a casa”

Danilo Calabrese

Fatuzzo denuncia: “Il 90% dei pensionati vive con 436 euro mensili dopo una vita di sacrifici e contributi versati”

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Un gruppetto di pensionati sfida Romano Prodi e chiede le sue dimissioni. “Pensionati all’attacco” lo slogan con cui si presentano in Piazza Garibaldi a Bari, guidati da Carlo Fatuzzo, europarlamentare del Partito Pensionati, per protestare contro una finanziaria che proprio non gli piace. Si erano schierati con il centrosinistra del Professore, che ancora una volta, però, non ha tenuto conto delle loro esigenze. E non solo.

“Tra le altre cose”, dice l’on. Fatuzzo, “chiediamo che venga ripristinato il diritto dei giovani invalidi e delle famiglie dei deceduti che non hanno raggiunto la pensione a percepire almeno i 436 euro, il minimo previsto dalla legge”. Una legge abrogata nel ’95, che prevedeva, dopo il raggiungimento dei 5 anni di lavoro, il minimo riconoscimento economico per i giovani diventati inabili e per le vedove.

Il partito, dunque, ha chiamato a raccolta i pensionati baresi, anche loro vittime di una situazione divenuta negli ultimi tempi insostenibile. E i pochissimi presenti hanno confermato il triste dato. “Oggi alle mie spalle”, rivela l’europarlamentare, “ne vedete pochi, ma in realtà dietro il nostro partito ci sono 20 milioni di pensionati”. Un chiaro avvertimento proprio a Romano Prodi, che “ha avuto la nostra fiducia, ma non l’ha meritata”.

Il premier aveva promesso al Partito pensionati prima delle politiche l’approvazione, entro il 31 dicembre 2006, di una legge in favore della pensione anticipata di 5 anni per tutti coloro che assistono familiari non autosufficienti. “Non l’ha fatto”, sottolinea Fatuzzo, “e adesso stiamo col centrodestra”. Ma tengono a precisare di non essere né per una ideologia, né per l’altra. “In Italia il 90% dei pensionati vive con 436 euro mensili, dopo aver lavorato e versato contributi per una vita intera, mentre i familiari di extracomunitari ne ricevono 550 a 5 anni dal ricongiungimento familiare. Perciò, siamo pronti ad essere al fianco di chi ci aiuta a portare avanti le nostre battaglie, di qualunque schieramento si tratti”.

“Siamo qui”, continua, “per chiedere che le pensioni vengano rivalutate ogni anno in base all’aumento del costo della vita”, ha detto ancora Fatuzzo, “vogliamo l’abrogazione del cumulo dei redditi fra coniugi, la riduzione delle tasse per i pensionati e il raddoppio dell’indennità di accompagnamento per le pensioni degli invalidi civili”.

Presente anche Marcello Vernola, collega di Fatuzzo all’europarlamento. “Sono qui per testimoniare la mia solidarietà al partito”, ha detto Vernola. “Io e Fatuzzo facciamo parte entrambi del Ppe. Lui, inoltre, condivide il progetto dei circoli della libertà, a cui mi sto dedicando a tempo pieno”. Partiti differenti, ma stesse finalità. “Il progetto politico è lo stesso: noi sosteniamo loro e loro sostengono noi”. Insieme, promettono, stanno lavorando al programma da presentare alle prossime elezioni: sicurezza, immigrazione, tasse, lavoro e famiglia.

Qualcuno, al termine, ha poi invitato i giovani ad aderire al partito. “Non si vergognino di farlo. In fondo, il domani riguarda tutti, anche loro”. E un giorno la pensione dovrà arrivare anche per loro. Forse.

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