L’umanità fantastica di Eduardo
Luca De Filippo mette in scena il grande classico “Le Voci di dentro”
Luca De Filippo torna finalmente a Bari e lo fa con un testo, "Le Voci di dentro", in scena al Piccinni, dal 21 al 25, tutte le sere alle 21, con doppia recita, alle 17.30 ed alle 21 giovedì 22 e solo alle 18 domenica 25, che prosegue il filo della riproposizione eduardiana compiuta insieme a Francesco Rosi che, di questo lavoro come è stato per "Napoli milionaria", cura la regia.
I due testi, scritti a pochi anni di distanza – nel 1945 "Napoli milionaria" e nel 1948 "Le Voci di dentro" – sono accumunati dalla difficoltà del periodo storico. "Segnano infatti – spiega lo stesso Luca De Filippo – il momento di passaggio da un Eduardo in cui è ancora viva la speranza nei grandi cambiamenti e nel recupero dei valori fondamentali, dopo il terribile dramma della guerra, ad un Eduardo in cui la disillusione ed il pessimismo prevalgono in misura crescente.
E’ il momento in cui Eduardo passa dalla riflessione sulla società all’approfondimento dei rapporti all’interno della famiglia sempre più espressione di ipocrisia, tornaconto personale, cinismo e sempre meno di quei grandi ideali quali la fraternità, la solidarietà, la pietà, che avrebbero dovuto segnare il rinnovamento sociale ed individuale".
Con "Le Voci di dentro" torna un tema molto caro ad Eduardo e molto presente nella sua produzione: il legame tra realtà e fantasia, tra reale e fantastico, ambienti in un Paese che De Filippo racconta essere "scosso nel suo sistema di valori e poco fiducioso in una autentica rinascita, come se gli orrori della guerra, ancorché finita, avessero contaminato la coscienza delle persone, come se una sottile corruzione morale fosse penetrata in profondità, pur coperta da un’apparente moralità, riportando a quella connivenza e alle responsabilità individuali e collettive che avevano rese possibili le tragedie ancora così vicine". "Il titolo – prosegue – è emblematico e come tale è entrato nel linguaggio quotidiano: le voci di dentro non corrispondono più alle voci di fuori, e a forza di reticenze, sospetti reciproci e ipocrisie si può arrivare a estremi impensabili, alla negazione della comunicazione e della stima reciproca, rivelando zone insospettabili di una umanità come sperduta”.
Lo spettacolo è inserito nel cartellone "Dellacittailsentimento 3", tutte le info su www.teatropubblicopugliese.it.
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