Dialogo aperto tra Policlinico e medici ospedalieri

Mazzarella (Cgil): “Fondamentale la discussione sulla piattaforma contrattuale”
Potrebbe essere giunta a una svolta la questione sollevata dai medici ospedalieri del Policlinico. In stato d’agitazione da più di un mese, i 770 professionisti del nosocomio barese sono riusciti a strappare un incontro con l’assessore alla sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco, per discutere della riorganizzazione dell’azienda consorziale, del Piano della Salute e soprattutto del Protocollo d’intesa risalente al 2001, siglato da Fitto e dall’allora rettore dell’Ateneo, Giovanni Girone.
Si sono incontrati nel pomeriggio con il direttore generale Antonio Castorani con cui si è aperto un dialogo per rivedere l’atto aziendale che regola la convivenza tra universitari e ospedalieri nel Policlinico. “E’ importante che il protocollo d’intesa venga rivisto, insieme al problema degli specializzandi, il cui contratto è scaduto già da tre mesi, e alle rivendicazioni salariali”, ha spiegato il dott. Antonio Mazzarella, coordinatore provinciale Cgil Medici. “Finora per gli specializzandi c’è stata una stipula a singhiozzo – ha proseguito – è necessario chiarire il ruolo ‘non succedaneo’ di coloro che si stanno formando”.
Mazzarella ha poi sottolineato l’importanza del riordino della piattaforma contrattuale che, pur discendendo dai contratti nazionali, deve restare radicata sul territorio: “Sono contratti integrativi che necessitano di essere regolati in via generale, soprattutto dal punto di vista degli orari di servizio, del rispetto di procedure. Gli stipendi degli ospedalieri sono i più bassi della media nazionale”. Ma non si tratterebbe solo di una questione economica. “Il problema fondamentale è il sovraccarico di lavoro, il Policlinico raccoglie le domande di tutta la regione”.
Difficile poi la convivenza con gli universitari nel consorziale che, se da un lato si dedicano alla ricerca e alla didattica, dall’altro devono garantire la loro presenza costante nell’assistenza ospedaliera. Qui la nota dolente è il mancato controllo sugli orari di lavoro. “Gli ospedalieri hanno un badge che segna il servizio svolto effettivamente, la presenza nell’ospedale – ha aggiunto il coordinatore – gli universitari non hanno alcun cartellino, e non si sa mai quanti davvero sono in azienda durante il giorno”.
Sulla questione accorpamenti se ne riparlerà in un secondo momento, dopo che la Regione avrà stabilito la mission del Policlinico e deciso i trasferimenti che dovranno essere effettuati, soprattutto in relazione all’apertura del polo materno-infantile e alla riattivazione del Giovanni XXIII. “Per ora ci basta discutere con l’assessore del protocollo d’intesa sulla riorganizzazione aziendale e sulla piattaforma contrattuale”. Si allontana così (per ora) l’ombra di uno sciopero generale.
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