EX ONPI, il consiglio è fatale

Antonella Ardito

All’ordine del giorno ieri sera la questione statuti, ma il malcontento dei lavoratori prende il sopravvento sulla seduta

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L’aria del lunedì mattina faceva presagire un consiglio comunale a dir poco scoppiettante in questa fredda fine di novembre: sul tavolo sei punti all’ordine del giorno. Un’ora di Comunicazioni e poi l’adeguamento degli statuti delle ex Aziende Muncipalizzate e relativo decremento delle poltrone nei CDA di AMTAB, AMIU, AMGAS e Multiservizi. Il Governo centrale chiede ai comuni di risparmiare su questi enti, abbassando il numero dei consiglieri di amministrazione, con un tetto di tre poltrone per le aziende con capitale sociale inferiore ai due milioni di euro e cinque per quelle con un capitale maggiore. Ma c’è anche la possibilità di nominare amministratori unici e fare a meno del CDA. Le quattro aziende dovrebbero salutare ognuna due componenti, e questo significa destabilizzare lo scacchiere politico, perché queste nomine sono fatte con il Manuale Cencelli ma pagate con soldi pubblici (si parte dai 1767 euro al mese per un consigliere della Multiservizi ad un massimo di 6900 Euro di stipendio concessi ai presidenti Giuseppe Savino e Antonio Madaro) per dirigere aziende che troppe volte hanno accantonato l’obbligo di dare il massimo ai loro primi azionisti: i cittadini baresi.
Ma il prologo alla bagarre sugli statuti è quanto di più assurdo ci possa essere: scompensi cardiaci, convulsioni e sospensione doverosa dei lavori. Niente paura, i nostri rappresentanti nella massima assise cittadina godono (almeno apparentemente) di buona salute, ma ieri sera nell’Aula Dalfino gli attimi di paura sono stati veramente tanti. Due uomini e una donna, in rappresentanza degli anziani e dei lavoratori dell’EX ONPI, la casa di cura oggetto di attenzioni politiche bipartisan per la possibile chiusura il 31 dicembre, si sono sentiti male durante il Consiglio Comunale. Tempestivo è stato l’intervento del consigliere Antonio Bisceglie e dell’assessore Ludovico Abbaticchio, entrambi medici: troppo caldo, tanta agitazione e seduta sospesa dalle 19.14 alle 19.57, nove uomini del 118 in aula e fiale di Sali minerali con annessa difficoltà per trovare la vena ad uno degli storici ospiti dell’EX ONPI.
La seduta era iniziata alle 18 circa, con i molteplici auguri (da destra e da sinistra) nei confronti dei quattro consiglieri transfughi dalla Lista Emiliano, via Città Oggi, verso l’Italia dei Valori: in mattinata incontro chiarificatore tra Michele Emiliano e i quattro consiglieri (vedi lato) e pare anche la benedizione telefonica di Antonio Di Pietro. In serata Alfonso Pisicchio si godeva nello scranno accanto a Giuseppe Muolo il frutto della movimentazione politica.

Ma Giuseppe Loiacono rompe la melassa di questi finti auguri e scoperchia il calderone dell’EX ONPI: “la messa a norma della struttura era inserita nel piano triennale delle opere pubbliche dal 2004 ma è stata continuamente rinviata. Per il 2008 sono stati stanziati 4 milioni e ottocentomila euro per la manutenzione straordinaria dello stabile: io vi chiedo di approvare il progetto esecutivo che è già pronto”.
Filippo Melchiorre, capogruppo di AN che nei giorni scorsi ha riportato proprio con il capogruppo dell’UDC e con Ninni Cea di Forza Italia all’attenzione dei Media il problema, rincara la dose, scagliandosi contro la Mazzei, assessore alle politiche sociali, rea di non aver fornito “in sette mesi nessuna risposta scritta alle mie interrogazioni. Io voglio sapere quanto spende il Comune di Bari per il Pianeta Anziani e capire quindi se non è meglio darsi da fare per mettere a norma l’EX ONPI invece di pagare rette ai centri convenzionati”.
Pronta la replica di Carlo Paolini, presidente della commissione consiliare ai servizi sociali, il quale ha cercato di ricomporre lo strappo tra la Mazzei che aveva dichiarato la chiusura dell’EX ONPI entro Capodanno, gli anziani e i lavoratori, cercando il dialogo con la IV Circoscrizione e gli assessori competenti: “ho chiesto un incontro alla Capano, alla Mazzei, alla Lorusso, a Giannini e al Sindaco per concepire come procedere”. Questa riunione Carlo Paolini avrebbe voluto farla prima della seduta del consiglio, per capire se fosse stato possibile fare i lavori nell’ex ONPI lasciando gli anziani dentro la struttura e andare in regime di proroga. Alle fatidiche parole: “Abbiate fiducia nella politica” rivolte alla folta rappresentanza di lavoratori e anziani della struttura, tante invettive contro il consigliere, parole molto grosse e svenimenti.
A Michele Emiliano l’unica carta da giocare era quella dell’incontro con queste persone: il risultato un ODG proposto dallo stesso Sindaco al consiglio: “L’immobile è privo di tutte le certificazioni, è pieno di barriere architettoniche, non ha l’agibilità e non rispetta la legge sugli impianti elettrici. Io ho proposto che i tecnici del comune incontrino un tecnico in rappresentanza dei lavoratori e degli anziani in maniera tale che si possa pensare a fare i lavori step by step. Se questo non fosse possibile l’impegno è di trovare un giusto collocamento per i lavoratori, i quali hanno in scadenza il 31 dicembre il contratto. Sappiate comunque che andare in proroga è una procedura irregolare, un criterio imprudente e negligente. Io ad esempio mi prendo la responsabilità di far funzionare il Piccinni così, e per tre anni i dirigenti del Comune di Bari hanno avuto questa responsabilità dell’EXONPI. Ora vi chiedo di votare questo ordine del giorno, assumendoci tutti la responsabilità di questo atto. Se non volete farlo, lo farò da solo. Adesso voglio vedere se continuiamo a giocare a rimpallo per l’inadeguatezza di questa struttura che dura da 15 anni”.

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