Adria Bari battuta in casa da Lecce

Claudio Cimaglia

Scintille a fine gara, ma senza incidenti

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Dopo tre vittorie consecutive, non riesce il poker ai ragazzi di coach Macellaio. L’Adria Bari è stata sconfitta ieri sera, al Palabaelestrazzi dal Basket Club Lecce per 76 – 90.
Una partita sostanzialmente corretta eccezion fatta per gli ultimo 10 minuti; forse per il troppo nervosismo le due squadre non hanno saputo tenere a bada la lingua e, come spesso accade in questi casi, una parola di troppo rischia di compromettere uno spettacolo unico come quello della pallacanestro.
Oltre a scintille tra i giocatori durante la gara, a partita finita, alcuni dirigenti ospiti pare abbiano lanciato qualche battuta verso il pubblico barese tanto da farlo insorgere.
Per fortuna non è successo nulla e non ci sono stati provvedimenti verso nessuno. Però, a dover di cronaca, non possono essere accettati cori razzisti nei confronti degli avversari – più volte i leccesi sono stati definiti “zingari” – come è intollerabile il fatto che una dirigenza si metta a tu per tu con i tifosi.
Comunque, tornado al basket che conta, quello giocato, si è assistito ad una partita sostanzialmente equilibrata che ha visto un regolare alternarsi del vantaggio, per le prime tre frazioni. Poi i ragazzi baresi, in canotta arancione, non sono stati in grado di reagire alla prepotenza leccese, e hanno permesso un allungo finale maturato tutto dalla lunetta.
Lo starting five di Macellaio vede Lomoro in cabina di regia, Orfino e Traversa come esterni e Capozzolo e Iannone sotto le plance.
Coach Laudisa risponde con Voglino, Rivero, Trullo, Mininanni e Sordo.
Sono i padroni di casa a partire nel modo giusto realizzando 6 punti in un minuto. La reazione ospite però non si fa attendere e per tre minuti dominano la gara portandosi persino in vantaggio dopo 5 minuti.
Bari intanto non riesce a ritrovarsi e in attacco perde palla miseramente consentendo a Lecce di ripartire in contropiede e colpire.
Meglio nel finale in cui il parziale viene migliorato, ma la prima frazione si chiude 17 – 21 per Lecce.
Apre in positivo Bari la seconda frazione e in due minuti, grazie anche ad una difesa degna di lode, riesce a recuperare e raggiunge il pareggio.
Un grande Rubino sembra essere in giornata di grazie e dalla lunga non perdona. Però dall’altro lato un grandissimo Rivero prende i suoi per mano e li trascina verso quella che sarà la vittoria.
Bari non molla e riesce a chiudere la prima metà della gara in perfetta parità, 38 – 38.
L’intervallo lungo fa bene ai baresi che al rientro, con un ottimo Traversa, acciaccato, inizia con il turbo. Dall’altro lato il solito Rivero non riesce proprio a vedere la sua squadra subire e non far nulla, così decide di giocare da solo. In un lampo il vantaggio accumulato dall’Adria viene annientato. Gli ospiti riescono persino a raggiungere il loro primo massimo vantaggio, 10 punti, a 2.30 dal termine.
Nel finale di quarto c’è una lieve reazione barese, ma il punteggio parla chiaro: 57 – 64.
Nell’ultima frazione si fa praticamente di tutto, tranne che giocare a pallacanestro. I baresi carichi di falli e sotto col punteggio, non riescono a contenere gli avversari che dilagano. Segni di nervosismo in campo sono tangibili e in più di un’occasione i giocatori sono venuti a tu per tu.

L’arbitraggio, davvero indegno, non è stato affatto d’aiuto e si è rischiato di degenerare.
Intanto sul campo Bari smette di giocare e si dà al fallo tecnico con ancora quattro minuti di gioco.
I leccesi ne approfittano e non sbagliano dalla lunetta.
Alla fine si chiude 76 – 90.
Un risultato davvero ingiusto. Bari ha giocato una buona partita, così come Lecce, ma le precarie condizioni fisiche di giocatori del calibro di Traversa e Lomoro su tutti, non hanno permesso alla squadra di casa di esprimersi al meglio.
Un vero peccato l’aver interrotto una striscia positiva che avrebbe permesso di continuare il campionato con una maggiore serenità.

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