Esiste ancora il Mediterraneo?
Riflessioni sul mare, sulla terra e sull’intimo essere che ci appartiene presso la Libreria Laterza
Domanda ricorrente quella della reale esistenza del concetto di Mediterraneo all’incontro con Domenico Di Iasio, curatore del libro “Il Mediterraneo”, edito da Pensa Multimedia. Un’opera preannunciata alla conferenza “Ri..pensare il Mediterraneo il Mediterraneo fra tradizione e globalizzazione” svoltasi a Manfredonia nell’ottobre del 2005 che propone una discussione interculturale nell’area mediterranea. Discussione contrastata dai negativi momenti politici e culturali che questa zona ha vissuto. Fonti di differenze reciproche dovute al terrorismo da una parte ed all’assenza di infrastrutture dall’altra, come ha commentato Carmine Festa, del Corriere del Mezzogiorno. “E’ un libro che apre la finestra del dialogo in condizioni di pari dignità culturali” ha aggiunto. Di Iasio prontamente risponde alla domanda protagonista dell’incontro: “Il concetto di Mediterraneo esiste, ma, è pieno di contraddizioni. Nel mio libro ho cercato di inglobare la nozione di globalizzazione in quella di tradizione. Quando trovo difficoltà rifuggo in Platone”. L’impronta filosofica di Di Iasio si manifesta subito tramite un excursus di rappresentazioni molteplici del Mediterraneo di diversi filosofi.
“Un libro di pensieri che segue un percorso di tipo socratico” commenta Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, poi prosegue, “ è un’area chiusa e piccola che accoglie diversi conflitti, anche tra gli stessi confini, dove si giocano interessi forti che non sono i nostri. Tutto ciò che resta sono ruoli di marginalità”. Mediterraneo visto come una discussione metaforica che scaccia quella reale. “Brutto gioco: ci riempiono la bocca di metafore, gli studiosi approfondiscono questi argomenti e le forze politiche sono da un’altra parte. Il processo di Barcellona non è forse stato unilaterale e fintamente illuminista?! Si devono costruire cooperazioni e, per farlo, bisogna riconoscere l’altro per essere riconosciuti” afferma risoluta la Godelli.
Fistetti, docente di Storia della Filosofia contemporanea presso l’Università di Bari appoggia pienamente l’assessore e sottolinea la necessità di riconoscere i propri limiti valoriali per porre le basi per una nuova identità. “ Le domande che ci dovremmo porre sono altre” aggiunge “ quali lo sviluppo, la democrazia, i valori. Sono queste le radici dell’Occidente. Bisogna riconoscere le diversità senza nessuna prepotenza colonialistica.”
Il monologo accanito e insistente di un componente del pubblico che si era impadronito del microfono ha concluso l’incontro.
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