EX ONPI, discussioni e parole
Non si ferma la maratona per cercare le soluzioni alternative alla chiusura della Casa di Riposo
EX ONPI ancora sul tavolo degli imputati, o meglio sui tavoli della discussione politico-amministrativa in seno al Comune di Bari. La casa di riposo per anziani autosufficienti di proprietà comunale ha sulle sue spalle la mannaia della chiusura al 31 dicembre 2007: la settimana scorsa alcuni consiglieri di minoranza avevano incontrato gli anziani, lunedì c’è stato un incontro tra l’assessore Susi Mazzei (servizi sociali) e i sindacati dell’UGL mentre ieri in quel di Carbonara la Commissione servizi sociali del comune ha incontrato i consiglieri circoscrizionali e oggi la stessa commissione incontrerà gli assessori ai lavori pubblici, Simonetta Lorusso, e al bilancio, Cinzia Capano per capire “che fine hanno fatto i soldi per la messa a norma dell’EX Onpi”.
“Ci teniamo agli anziani e agli operatori –ha esclamato Carlo Paolini, presidente della Commissione – e siamo qui per capire le intenzioni della circoscrizione, affinché ci dia una mano per non far chiudere e per trovare delle soluzioni di mediazione”.
“Ma non potete chiamarci solo quando stiamo con l’acqua alla gola – ha sentenziato Francesco Magrone, consigliere di AN per la IV Circoscrizione – questa situazione non è scoppiata adesso per caso”.
Atteso che bisogna capire dove sono finiti i due milioni di euro destinati alla ristrutturazione della casa di Riposo, dalla riunione congiunta Circoscrizione-Comune è venuta fuori su pressione di Michele Fanelli la necessità di non cedere sulla destinazione d’uso dell’immobile nel caso in cui venga chiusa la struttura ma anche la possibilità di trasferire gli anziani in un’ala già pronta del nosocomio e poter compiere gli adeguamenti nel resto. “Siamo disposti a ridurci le ore pur di lavorare tutti” ha detto una delle dipendenti della CAIDEO, la cooperativa che gestisce i 10 infermieri attivi presso l’EX ONPI, ma, ha aggiunto Paolini “è necessario rivedere tutti i bandi del Comune e gli affidamenti per capire se c’è la possibilità di riposizionare queste persone, e non escludo che, nel caso in cui si debba operare per forza alla chiusura della struttura, questi fondi del bilancio debbano andare verso l’assistenza domiciliare, gestita dalla stessa Caideo".
Questo per i lavoratori: ma gli anziani dove andrebbero? “I 10 allettati andrebbero trasferiti all’Opera Pia, in una casa di Cura Protetta, e visto che è a Carbonara, il trauma dello spostamento per loro sarebbe meno forte” ha evidenziato il consigliere De Carne. Pareri discordi tra i consiglieri circoscrizionali: c’è chi dice che è a norma e chi dice che non lo è, e il rispetto delle norme è proprio la goccia che rischia di far chiudere l’EX ONPI. Ma nelle frasi non dette si teme che la chiusura della struttura non dipenda da questioni statiche dell’edificio ma da scelte politiche piovute dall’alto.
Commenti
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Questa è la stessa TRAGICOMMEDIA rappresentata da NUOVI ATTORI nello STESSO TEATRO:LO SCIPPO.Da decenni in questa Circoscrizione si preferisce togliere piuttosto che dare.Qui si chiudono presidi ed in altre parti si aprono.Il Consiglio della IV Circoscrizione si opponga con forza alla chiusura di questo presidio con più forza rispetto alla battaglia sulla Cittadella della Giustizia.Unica soluzione: COMUNE AUTONOMO. Leonardo Dell’Acqua






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