Viesti: “La Puglia ha bisogno di nuove imprese”

Danilo Calabrese

Sta per partire anche la Rete regionale degli Uffici per il trasferimento tecnologico per il potenziamento di brevetti e attività di spin-off

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“La Puglia ha bisogno di nuove imprese”. Gianfranco Viesti è molto determinato sul punto. Per questo il presidente dell’Arti sta spingendo affinché ricercatori e “cervelli” pugliesi sfruttino al massimo le possibilità fornite dal settimo Programma Quadro europeo della Ricerca del sessennio 2007-2013. Cinquanta miliardi in totale, messi a disposizione dall’UE, di cui la Puglia deve usufruire per non restare indietro.

Il modo più semplice per intervenire da parte dell’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione è l’informazione e il supporto alle imprese che progettano nuovi interventi nel settore. L’anno scorso attraverso giornate informative e un’attività di sportello ha incontrato circa 700 soggetti, dai quali sono nati 53 progetti presentati alla commissione europea (11 nell’ICT, 10 nelle nanotecnologie, nei materiali e nelle nuove tecnologie di produzione, 8 nei prodotti alimentari, 4 nell’area della salute).

In questa prima fase l’Arti aveva lanciato anche un novità, la “prevalutazione”, ovvero una sorta di controllo sull’efficacia del progetto da parte dell’Agenzia stessa, prima dell’invio della proposta per l’effettiva partecipazione. “Ne hanno approfittato solo in quattro”, ha dichiarato in conferenza stampa il prof. Viesti, accompagnato dal vice presidente della giunta regionale, Sandro Frisullo “ma crediamo in una maggiore partecipazione. Sappiamo che si è soliti inviare i progetti poche ore prima della scadenza dei termini”.

Le prossime iniziative si terranno a Tecnopolis e al Campus di Bari il 23 novembre e il 20 dicembre: due info-day sull’e-government e l’ICT. “Dobbiamo fare in modo”, continua, “che attività di questo tipo diventino permanenti”. Una delle risorse a disposizione è certamente la Rete regionale degli Uffici per il trasferimento tecnologico, coordinato sempre dall’Arti. Un progetto che prevede azioni mirate all’organizzazione degli uffici di trasferimento tecnologico delle università pugliesi e al potenziamento dei brevetti e delle attività di spin-off (nascita di imprese direttamente dalle attività di ricerca universitaria).

“Il primo modo per creare posti di lavoro”, ha spiegato Viesti, “è proprio trasformare la scoperta tecnica in un brevetto da piazzare sul mercato”. Così nei primi mesi del progetto, avviato il 23 luglio, sono già stati individuati gli operatori degli uffici da impiantare nei cinque atenei pugliesi. L’Arti provvederà a formarli tramite seminari di affiancamento e di sensibilizzazione, questi ultimi destinati soprattutto a ricercatori, a personale docente e non docente di università ed enti pubblici di ricerca.

Il progetto ILO (Industrial Liason Offices) verrà completato il 30 novembre con il completamento di un albo di esperti in trasferimento tecnologico, i quali potranno fornire servizi e consulenze agli spin-off esistenti e quelli in fase di start up. A dicembre del 2008 verranno resi noti i dati alla cittadinanza nella Fiera del Levante di Bari.
“La sfida del mercato globale”, ha concluso Sandro Frisullo, “è la nostra sfida di investire sul lavoro intellettuale. Queste sono le politiche pubbliche concrete”.
In fondo, le imprese non decideranno mai di investire o raddoppiare gli investimenti, senza che i pugliesi mettano a loro disposizione un bagaglio di nuove conoscenze.

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