Il giorno di Emiliano

Il neosegretario: “Saremo un partito militante e di militanti”
Ore 10.30: Michele Emiliano, visibilmente emozionato, viene proclamato segretario pugliese del nuovo movimento politico di centrosinistra. E’ inutile nascondere il fatto che questo è il suo giorno, aldilà di ciò che diventerà il partito. Quello odierno è un evento impensabile fino a qualche mese fa. Eppure, perfettamente riuscito. Più di 210.000 voti hanno voluto a capo del Pd di Puglia lui, che proviene dalla magistratura, che non ha una storia di partito alle sue spalle e che è stato eletto primo cittadino barese in quota alla cosiddetta “società civile”.
“Puglia la più democratica d’Italia” è lo slogan che accompagna la prima Assemblea costituente pugliese, che si consuma nello spazio 7 della Fiera del Levante sulle note di “Mi fido di te” di Jovanotti e davanti ai 500 delegati regionali e nazionali incaricati di costruire il segmento partitico locale. Testimoni Antonio Gaglione, avversario delle primarie di Emiliano, e l’on. Ermete Realacci. “Di felicità nel fare politica”, esordisce il neosegretario, “abbiamo bisogno tutti. E’ forse per questo che nel Sud abbiamo votato in tantissimi, addirittura in Puglia ottenendo seggi premiali in trentatre dei trentaquattro collegi, e siamo la regione col maggior incremento di voto rispetto alle precedenti primarie”.
Ha tracciato i passi da cui vuole muovere il Pd, ricordando la nostra carta costituzionale “sana e robusta” e i valori della Resistenza. “Noi siamo diversi da quella che convenzionalmente chiamiamo destra”, ha detto, “e che in realtà è il luogo dell’assenza della storia. Se loro sono lo scisma dalla Costituzione, ebbene noi siamo la Costituzione e non arretreremo di un millimetro quando bisognerà difenderla”. Nel discorso c’è spazio anche per un “nuovo meridionalismo” che dovrà caratterizzare la spina dorsale del partito per “sbloccare con la politica la paralisi italiana”.
“Saremo un partito militante e di militanti”, continua, “di volontari della politica in questo senso, dobbiamo essere attenti a tutti quei gruppi, quelle associazioni, quei movimenti, che svolgono già politica militante e volontaria”. In breve, “per far carriera nel Partito Democratico, potrebbe bastare anche semplicemente essere punti di riferimento di un quartiere”, si auspica Emiliano, che ha citato le condizioni di povertà in cui versa un quarto della popolazione pugliese. “Dobbiamo porci l’obiettivo politico di garantire a tutti uguali condizioni di partenza e di rendere il nostro popolo libero dalla povertà”
Ma ha trattato anche il necessario sviluppo delle periferie, i lavori in atto sulle infrastrutture, la ristrutturazione urgente della sanità e i problemi legati alla delinquenza e al consumo di stupefacenti.
E non ha mancato di ricordare i grandi personaggi della storia politica del nostro paese: Moro, Di Vittorio e Berlinguer, al quale è andato uno scrosciante applauso dei presenti.
Davvero inopportuno, invece, il brusio che ha accompagnato tutto il discorso (il suo, ma anche i seguenti) e per il quale Emiliano si è dovuto fermare più volte. “Ho smesso di stare a guardare e di chiacchierare”, ha concluso, indicando le decine di persone impegnate a disturbare i lavori, “e mi sono messo in gioco. Questo è un quadro che non appartiene al mio partito: chi non ha voglia di ascoltare, passi le barriere e non dia più fastidio”.
Come inizio, avrà pensato, non è certo dei migliori. E chissà che da segretario non riesca a cambiare anche queste brutte abitudini.
Commenti
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che vergogna continuare a parlare di sanità in puglia senza aver fatto nulla….
il debito nella sanità avanza(il nuovo circa 100 mil di euro in 6 mesi + il vecchio forse di 200 mil.)
non riescono a mettere in piedi il nuovo piano della salute
per non parlare della gestione commissariale delle ASL






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