Gianna Mastrini: ecco come la penso davvero

Le politiche di genere ed i loro limiti
‘L’intervento, se non discutibile, è quanto meno fuori luogo, ed eccessivo nei toni’. Questa è la frase – infelice, lo ammetto, inutile nascondersi – con cui ieri ho commentato il discorso dell’assessore provinciale alle attività produttive Gianna Mastrini durante la conferenza di presentazione del progetto R.E.P. E proprio per questa frase ho incontrato ieri pomeriggio l’assessore. Ed è stato un colloquio schietto, chiarificatore. Importante per entrambi: per lei, che ha avuto la possibilità di esprimere in modo luminoso i concetti di ieri; per me, che ho potuto comprenderli appieno, e quindi fornire un’interpretazione più corretta, così da adempiere a quello che è il mio principale dovere ed intento, l’oggettività di informazione.
‘Salve assessore…sono il giornalista che l’ha fatta arrabbiare l’altra mattina’
‘No, non sono arrabbiata, per carità! Mi spiace solo di non essermi fatta capire. Purtroppo ieri (l’altro ieri, ndr) si è consumata una situazione di conflittualità, di cui non era facile cogliere le cause…’
‘Si spieghi meglio’
‘Ieri quella presente era tutta gente attiva nel settore delle pari opportunità, ma non c’era unità di vedute. Io, per quella che è la mia ideologia, non sono propriamente una fautrice della politica di genere, ma non per questo me ne disinteresso, o taccio se sento qualcosa che non va.’
‘Prosegua…’
‘Il progetto era ed è tutt’ora interessante, ma è nato su fondamenta poco solide. Proprio perché è la regione ad averlo promosso, sarebbe stato giusto coinvolgere maggiormente le istituzioni, dialogare; eppure non è stato fatto. E questo andava detto…’
‘Mi dica, assessore: cosa c’è che non va nel progetto?’
‘Come ho detto ieri, è da molto tempo che l’Europa ci richiama a dare più spazio alle donne, e non solo in politica; lo fa però, senza aver ottenuto tanti risultati con le sue politiche di genere indirizzate all’interno, alle sole donne. Lo stesso è avvenuto in Italia, e il progetto R.E.P. ripercorre, temo, questa strada. Sono anni che sprechiamo ingenti finanziamenti, e parlo di milioni di Euro, non soltanto dei 198.000 dell’iniziativa in questione; tutti soldi dei contribuenti spesi per idee molto buone sulla carta, ma poco incisive nella pratica.’
‘Quindi cosa propone per risolvere una questione tanto annosa?’
‘Parlare alle donne di problemi che le donne conoscono già, e di cui fondamentalmente sono vittime, si è dimostrato inutile. Perché non provare a cambiare il solito clichet? Perché non indirizzare le politiche di genere all’esterno? Sia chiaro, non parlo soltanto agli uomini: io dico a tutta l’opinione pubblica. E’ necessario sensibilizzare la gente su un tema così importante: le donne devono essere consapevoli delle proprie immense potenzialità, gli uomini devono essere pronti a lasciar loro lo spazio necessario.’
‘Un pensiero ineccepibile, non c’è che dire…’
‘Eppure nell’articolo di ieri non sembrava della stessa opinione…forse non mi ha capito?’
‘Mi perdoni, sono stato frainteso, o meglio mi sono espresso male…Il suo pensiero era chiaro già da ieri, certo oggi lo è ancora di più, ma non è questo il punto. La mia perplessità riguardava semplicemente tempi e modalità del suo intervento, non certo il contenuto: forse la conferenza stampa di presentazione della R.E.P. non era il momento migliore per dire certe cose…’
‘Ed è proprio qui che si sbaglia, mi scusi se glielo dico senza mezzi termini: la conferenza di ieri era anzi perfetta per un simile argomento! Eravamo nella sala giunta del Palazzo della Provincia, e io rappresentavo la Provincia: era giusto comunicare a tutti, proprio mentre nasceva un progetto ancora una volta rivolto verso l’interno, limitato insomma, che forse è giunta l’ora, c’è necessità, di intraprendere un percorso diverso’.
‘Detta così, ha ragione. Se le cito Cicerone, e le dico che ‘cuiusvis hominis est errare’, mi perdona?’
‘Certo, e anche senza Cicerone. L’importante è correggere una notizia infondata. Ognuno dice e scrive ciò che pensa, ma è importante che non ne scaturiscano false verità. Da quel commento sembrava che io fossi ostile al progetto e alle persone lì presenti, ma non è assolutamente così. Non faccio mai polemica gratuita. Ora per fortuna è tutto chiarito’.
‘Sì, ne sono lieto. M tornando a ieri…nel concreto, cosa ne sarà allora del progetto R.E.P. Lei ha ragione quando parla di ‘necessari cambiamenti’; ma un progetto approvato e finanziato non può andare in fumo…’
‘Ovvio che no, ed è proprio quello che voglio evitare, e la ragione per cui ho parlato ieri in una certa maniera. Un progetto si può rimodulare, siamo sempre in tempo per farlo. Noi della Provincia e della Regione abbiamo promosso l’iniziativa, e di certo non la rinnegheremo; ma saremo ancora più disponibili se sarà perfezionata. Sarebbe stupido commettere gli stessi sbagli del passato!
Un’ultima cosa prima di chiudere…’
‘Dica pure…’
‘Su una cosa concordo con lei: che sia stato un peccato far partire un’iniziativa importante in un clima poco sereno, senza tutti i presupposti per far bene. Però non è stata certo colpa mia: io avevo il diritto, anzi il dovere, di richiamare l’attenzione su quello che è un errore che si può ancora correggere!’
‘La ringrazio per il tempo concessomi. A presto. E buona fortuna, a lei, e al progetto R.E.P…’
‘Grazie, spero che sia un augurio propiziatorio. A presto.’
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