Triestina – Bari 1-1 (Granoche; Lanzafame)

Per poco Rolando Maran non ha consumato la sua personale vendetta
Per poco non si è consumata la vendetta di Rolando Maran contro il Bari.
Nel turno infrasettimanale del campionato cadetto, quest’oggi straordinariamente di martedì sera, la Triestina a cinque minuti dalla fine stava avendo la meglio sul Bari, in vantaggio per una rete a zero grazie alla rete dell’uruguaiano Granoche, al 3’ del secondo tempo, sugli sviluppi di una punizione ben calciata da Rossetti.
Fondamentale per le sorti del Bari (e per quelle di Beppe Materazzi verosimilmente) la rete del sempre più sorprendente Lanzafame al 39’, entrato non molto tempo prima.
Partita che si è ravvivata nella ripresa, dopo il vantaggio della formazione di casa al 3’ di Granoche.
La reazione del Bari non si era fatta attendere, con il palo su punizione dell’argentino Donda al 13’ e con una bella iniziativa personale di Ivan Rajcic, sulla quale però si faceva trovare pronto uno degli ex dell’incontro, il portiere Generoso Rossi.
Bari che si schierava al fischio di inizio col modulo ad una punta, con Vincenzo Santoruvo, rientrato dalla squalifica, boa centrale, coadiuvato da Ganci sul centrosinistra e Mariano Martin Donda dall’altra parte. In difesa Belmonte, Di Dio, Stellini e Loseto, mentre a centrocampo Galasso, Gazzi e l’altro rientrante Ivan Rajcic.
Subito dopo il palo colpito dall’argentino, Materazzi lo toglieva un’altra volta dal campo, così come sabato scorso, per inserire Lanzafame e giocarsi la carta delle due punte e mezza, visto che il neo entrato si posizionava sul centrosinistra.
Proprio una girata del prodotto del vivaio juventino si perdeva di poco di lato della porta di Generoso Rossi. Altra sostituzione nel Bari : via al 19’ l’ancora deludente Galasso e dentro Tabbiani per dare un po’ più di brio alla manovra. Altra scelta che farà discutere, visto che Galasso è da tempo che sembra in affanno, mentre il Tabbiani ammirato col Messina era piaciuto abbastanza.
Sospetti per un rigore non concesso ai danni di Santoruvo pochi istanti dopo. Mani nei capelli per l’attaccante bitontino, ma arbitro irremovibile nella sua scelta.
Intorno al 35’ della ripresa Beppe Materazzi provava ancora a rimescolare le carte, inserendo il belga Sergeant in luogo di Ganci.
Tentativo evidente di ridare maggiore linearità alla manovra, con l’ingresso di un suggeritore (Sergeant) per inventare qualcosa per le due punte Lanzafame e Santoruvo.
Il pareggio arrivava, come detto, al 39’ del secondo tempo col solito Lanzafame, ormai ben più di una lieta sorpresa, bravo a liberarsi di un avversario e a trafiggere Generoso Rossi con un diagonale preciso e tagliente.
Reazione immediata della Triestina, affidata ad un tiro di Alessandro Sgrigna, altro ex col dente avvelenato, parato da Gillet. Lo stesso Sgrigna si lasciava poi cadere in area, chiedendo il penalty. L’arbitro lo invitava a rialzarsi. Abbastanza nervoso Sgrigna, che ha rischiato l’espulsione in questo frangente, essendo già stato ammonito in precedenza.
Minuti finali concitati, con l’espulsione di Antonelli e Tabbiani da una parte e dall’altra. la Triestina tutta protesa in avanti e col Bari attento a conservare l’agognato pareggio, Il risultato però, fortunatamente, non mutava. Terminava 1 a 1. Terzo pareggio consecutivo per il Bari, dopo quelli con il Cesena ed il Messina.
Un punto che sa di ossigeno invece per la Triestina, dopo le ultime due sconfitte consecutive.
Pareggio d’oro per il Bari, visto come si erano messe le cose, ma ancora una volta si nutre la concreta sensazione che con una gestione più assennata del match, i tre punti non sarebbero stati una mera utopia.
Prossima gara del Bari adesso sabato prossimo contro l’imponente Brescia di Serse Cosmi e Alessio Tacchinardi.
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