Libertà: un quartiere da riscoprire e valorizzare

Claudia Bruno

Una mostra per fotografarne la bellezza e il degrado

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Uno dei più grandi reporter italiani, a piedi, attraversa la città come un cittadino normale. Ne fotografa i vicoli e la gente, ne coglie la bellezza e l’abbandono. È così che nasce la mostra fotografica di Uliano Lucas, dedicata al Libertà, quartiere a due passi dal centro della movida barese, eppure, quasi dimenticato. Della mostra e dei bisogni del quartiere si è parlato ieri sera in Sala Murat, in un incontro organizzato dall’ARCA, Centro di Iniziativa Democratica, cui hanno preso parte Carlo Paolini, Presidente dell’ARCA, il giornalista Nicola Signorile, ed il sociologo Enzo Persichella.
“Il Libertà è un quartiere che deve fare i conti con mille problemi”, afferma Paolini, “quello più grave è senza dubbio la sicurezza, con un alto tasso di criminalità, soprattutto minorile. Ma le difficoltà sono anche altre: la mancanza di luoghi di ritrovo per i ragazzi, la carenza di giardini, teatri e cinema. Bisogna riappropriarsi di questo quartiere e ripartire con entusiasmo e passione per farlo sviluppare: le Istituzioni non bastano se non c’è la voglia dei cittadini di valorizzare e riprendersi il territorio in cui vivono”.
Le foto di Lucas, in bianco e nero, mostrano le stradine ed i luoghi tipici del quartiere, le case popolari degli anni Venti, il mercato, le chiese, e soprattutto la gente, gli abitanti del quartiere ritratti per strada, in casa, nelle proprie botteghe. Immagini suggestive, intense, che mostrano la ricchezza e la bellezza di un quartiere troppo trascurato.
Non mancano le testimonianze dei commercianti della zona, testimoni di un degrado che è purtroppo aumentato negli ultimi 15 anni. Un chiaro esempio è Via Manzoni, un tempo bella zona pedonale, che ha smesso, ormai da anni, di essere una delle principali vie commerciali della città.
Dalla discussione emerge, chiara, anche la volontà di non allontanare dal quartiere gli uffici giudiziari: “privare il quartiere del Palazzo di Giustizia vuol dire fare un passo indietro”, spiega Signorile, “significa allontanare dal Libertà migliaia di persone che ogni giorno vi portano ricchezza e lavoro”.
L’obiettivo, è che le immagini di Lucas stimolino la voglia di riscatto degli abitanti del quartiere, spingendoli a formare comitati in cui si possa discutere seriamente della riqualificazione culturale ed urbana del Libertà. “Le risorse che il quartiere ha a disposizione sono tante”, afferma Persichella, “tantissimi sono gli spazi e le strutture lasciati vuoti e inutilizzati: bisogna imparare a riusare e valorizzare quello che già c’è, riqualificando e sfruttando al meglio edifici oggi abbandonati”.

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