Bari città pericolo: oltre la non denuncia
Alleanza Nazionale propone un consiglio comunale sulla sicurezza
I diciotto appartamenti razziati dai ladri, la banda bassotti che inneggia allo spaccio, i surfisti derubati a Torre Quetta più una serie interminabile di denunce non fatte (per disaffezione della cittadinanza alle istituzioni) sono la fotografia di quello che è successo nelle ultime quarantott’ore ma che rappresentano il sintomo di una citta’ affetta da una grave malattia: l’insicurezza della metropoli.
Non ci si può assuefare come ha giustamente dichiarato lo scrittore Raffaele Nigro, ma bisogna intervenire.
Come? Alleanza nazionale lo ripete da sempre, occorrono strumenti nuovi a fenomeni complessi come l’insicurezza.
La mancata approvazione da parte del consiglio dei ministri del pacchetto sicurezza il 23 ottobre scorso rappresenta una vera e propria vergogna. E’ ormai sotto gli occhi di tutti la mancanza di una unitaria linea politica del centro sinistra che provoca un tilt complessivo del sistema per effetto dei veti incrociati dei ministri che ne impediscono l’approvazione.
La mancanza di una programmazione dei servizi sociali in questa città che d’intesa alle altre agenzie di prevenzione (scuole, parrocchie, istituzioni locali,carceri, territorio, volontariato) e di repressione(magistratura e forze dell’ordine) dovrebbe dar vita alle famose reti sociali (avviate in passato ma più proseguite) rende tutto più difficile.
La spesa del comune di Bari per la sicurezza del territorio (spesa corrente nella funzione polizia locale-fonte CGIA di Mestre) è quasi la metà di Roma e di altre città, che subisce un aumento ridicolo del 1,3% negli anni 2006-2007.
Su questi temi alleanza nazionale vuole confrontarsi e chiedere la convocazione di un consiglio comunale monotematico e consigli circoscrizionali sulla sicurezza e nuove povertà sociali, per analizzare il fenomeno ma soprattutto per intervenire energicamente.
*Capogruppo di An al Comune di Bari
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