D’Alema a Bari: “Forse l’Italia riparte per il Libano”

Stefania Losito

Il governatore della Puglia Vendola: “La nostra regione aspira alla pace”

1 commenta

Dialogo, cooperazione e pace. Sono i tre complicati cardini intorno ai quali deve girare il rapporto tra gli Stati e i Governi. E sono state le tre parole più pronunciate in occasione della 56esima Conferenza mondiale sul disarmo che ha aperto i lavori oggi per chiuderli il 26 ottobre. A tagliare il nastro, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, insieme a 180 delegati di venti Paesi del mondo. Qui, il ministro ha ribadito la possibilità per l’Italia di una nuova missione in Libano, già annunciata nei giorni scorsi a Beirut, dove ha incontrato i ministri degli esteri spagnolo Moratinos e francese Kouchner.

"Si lavora per una candidatura di convergenza – ha aggiunto – e questo lavoro continua, sia attraverso il negoziato diretto tra i due principali leader della maggioranza e della opposizione, il leader del movimento del 14 marzo Hariri e il presidente del parlamento libanese Nabih Berri, sia attraverso l’importante opera del patriarcato maronita che sta cercando di trovare una soluzione che unisca i cristiani". Nel comprendere le preoccupazioni della Turchia colpita da attacchi militari, terroristici, dall’uccisione di numerosi soldati, il ministro ha invitato il governo turco a evitare operazioni militari massicce nell’area irachena, e viceversa.

D’Alema ha anche affrontato la questione delicata della Siria, spiegando l’importanza di un “pieno riconoscimento della pace da parte di tutti i Paesi sulla base delle risoluzioni delle Nazioni unite". Poi è tornato, come ormai di consueto, sul nucleare: “L’Italia non c’entra nulla nel discorso del nucleare civile. Non abbiamo intenzione di dotarci né di armi né di centrali. Noi vogliamo puntare sulle energie alternative, come l’eolico, il solare”.

All’apertura della Conferenza erano presenti anche il presidente della Regione Nichi Vendola, l’assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, e il presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe. Vendola ha preso la parola per primo, chiarendo la posizione della Puglia come territorio aperto alla cultura dell’accoglienza e della pace soprattutto verso i Paesi dell’area balcanica, con i quali sta concludendo progetti e realizzando cooperazioni. “La Puglia ha un’aspirazione di pace”, ha assicurato. Non molto d’accordo sulle scelte politiche italiane in ordine al disarmo, due esponenti della Sinistra alternativa, che hanno consegnato ai relatori un dossier. Il contenuto rivelerebbe che in due anni di governo Prodi c’è stato un aumento delle spese militari di 5,570mld rispetto all’ultima finanziaria di Berlusconi, “e il governo italiano – si legge nella nota – è in prima fila nel riarmo mondiale, alla faccia del programma dell’Unione”.

Gli scienziati Pugwash (il nome deriva dal villaggio canadese in cui nel ’57 si svolse il primo meeting, ndr), che operano da 50 anni per azioni dirette al disarmo sulla base dei precetti del Manifesto steso da Russell e Einstein nel ‘55, lavoreranno a sessioni chiuse fino all’ultimo giorno della sezione plenaria, nuovamente, pubblica.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!