“Dedicato a Leopardi”: Flavio Bucci incanta la Vallisa
Tutto esaurito e tanti che non sono potuti entrare
Da sempre certi uomini scrivono poesie e da sempre certi altri le leggono.
Nel corso della storia la poesia ha subito costanti evoluzioni dal punto di vista stilistico e contenutistico, è un magma in perenne divenire.
Però, ciò che da sempre caratterizza la poesia è il Sentimento. Il sentimento di chi scrive, il sentimento di legge, il sentimento di chi ascolta.
Ieri sera, presso l’Auditorium Vallisa, nell’ambito del progetto “Le direzioni del racconto”, il maestro Flavio Bucci, accompagnato al pianoforte dalla grande Rosalba Lapresentazione, ha offerto a tutti i presenti la possibilità di entrare direttamente in contatto con il Sentimento, nello spettacolo “Dedicato a Leopardi”.
Chi meglio del poeta di Recanati può esprimere la forza della passione, del sentimento che sgorga da ogni poro della pelle, della mai accettata rassegnazione verso una Natura malvagia, ipocrita ed ingannatrice.
Bucci, con la sua appassionata interpretazione e perfetta dizione poetica, riesce a rendere tangibile, palpabile, tutta la disperazione di un uomo dei primi dell’800.
La sua voce calda e profonda, perfettamente modulata in base alle tematiche affrontate di volta in volta, permette ai versi di acquisire forma e concretezza.
L’accompagnamento del pianoforte, di intensità adeguata all’opera letta, trasforma gli endecasillabi e i settenari leopardiani in vere e proprie immagini; più di una volta si ha avuta l’impressione di “vedere” il poeta perso nei suoi profondissimi pensieri o sommerso dalle “sudate carte”.
E, forse, Leopardi era proprio lì, sul palco, su quella sedia vuota posizionata accanto al leggio. Una sedia di legno che Bucci ha utilizzato per appoggiare i fogli appena letti, quasi come se si volesse restituire al legittimo proprietario i suoi sentimenti, dopo averli letti, ascoltati, visti e condivisi.
“Il primo amore”, “Alla sua donna”, “A Silvia”, “La quiete dopo la tempesta”, “Il sabato del villaggio”, “All’Italia”, “Alla luna”, “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” e “L’infinito”.
Queste le nove opere, tra Idilli e Grandi Idilli, proposte al pubblico.
Un pubblico accorso in massa per l’evento. Per l’occasione sono state aggiunte nella piccola Vallisa, una quarantina di sedie in più e tanta gente ha assistito allo spettacolo restando in piedi.
Numerosi invece coloro che sono dovuti tornare in dietro perché non c’era più posto.
Una grande risposta di pubblico che ieri sera ha toccato circa le centosessanta unità. Ma quello che più colpisce, oltre alle adesioni totali, è l’eterogeneità degli spettatori.
Non solo gente un po’ più matura, ma anche giovani poco più che ventenni non hanno saputo dire di no a Leopardi.
Segno, questo, di come la poesia sia immortale e di come un grande poeta come il Leopardi sia recepito anche dai più giovani che hanno scelto di passare un sabato sera in teatro, ubriacati dalla musicalità indelebile, piuttosto che immergersi nell’usuale caos di un pub o di una discoteca.
Alla fine l’applauso per il maestro Bucci, per la Lapresentazione e soprattutto per Leopardi, è durato almeno cinque minuti tanto che, Bucci stesso visibilmente commosso, ha scelto di bissare con “L’infinito”, la sua preferita.
“Leggere Leopardi – ha commentato Flavio Bucci per Barilive.it – è un’impresa ardua e complessa. Ci puoi riuscire solo se lo ami. Io amo Leopardi, specialmente “Alla luna”, “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, per non parlare de “L’infinito” che anche nelle prove non riesco a terminarlo senza commuovermi”.
L’Amore quindi. Alla fine tutto è Amore. E, quando centosessanta persone riescono a naufragare dolcemente in questo mare, allora si è riusciti a toccare per un attimo, un pezzettino di infinito.
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