Diciamocelo: quanti casi come Taranto dobbiamo aspettarci?
Incompetenza, ma anche ignavia alla base di questa vicenda che sta facendo parlare tutto il paese
Il popolo di Bari Live è molto attento. A proposito della finanziaria mi è pervenuto un appunto sulla incompletezza della mia digressione a proposito delle modalità e tempi di approvazione della finanziaria. Faccio ammenda, per economia di relazione non mi sono soffermato sui provvedimenti di immediata efficacia. Si tratta di 7,5 Miliardi di extragettito che con decreto legge sono immediatamente efficaci e che fanno parte della manovra del 2008.
Sono 41 articoli che ripartiscono la somma tra interventi su imprese pubbliche, interventi sulla spesa sanitaria, legge speciale per il Mose di Venezia ed altri interventi che non ripropongo per richiamare l’attenzione su uno in particolare che mi permette di dire qualcosa sulle amministrazioni comunali.
Si tratta di una misura straordinaria di sostegno di 150 milioni di Euro da destinare alla gestione commissariale di Taranto per accelerare i pagamenti dei debiti certificati alla data del 31 Dicembre 2006 da pagarsi entro il 31 Dicembre 2007. Un po’ di ossigeno per i creditori del Comune di Taranto.
Diciamocelo, abbiamo compreso che non tutti i creditori sono fraudolenti e che è giusto che siano pagati. Ma a proposito di informazione corretta vorrei lamentare anche la carenza di informazione sui fatti che ci riguardano da vicino e che riguardano la gestione dei nostri Comuni. Mentre l’ informazione finanziaria non solo nazionale ma anche periferica si esercita sull’esegesi dell’espressione bambaccione, o nella dichiarazione di amore verso le tasse e mentre il Vice Ministro Visco viene trattato nei titoli come un prestigiatore o giocatore delle tre carte, passano nell’indifferenza generale le cose che contano.
I titoli portano che la finanziaria taglia le aliquote IRES e IRAP ma aumenta la pressione fiscale .
Così è semplicemente. Senza la domanda che latita nel lessico giornalistico: a chi? A chi aumentano e a chi diminuiscono. Ma questo è il giornalismo italiota, bellezza.
Anche in periferia, in un giornale di Taranto ho potuto leggere la trascrizione completa del memoriale difensivo dell’ex dirigente comunale tra i maggiori indiziati della bancarotta tarantina. Che cosa possa portare alla conoscenza dei fatti per noi bambaccioni la scrittura difensiva di un indagato non comprendo. Ma anche nella informazione nazionale i giornalisti treppiedi, quelli che si limitano a sorreggere il microfono, sono convinti che fanno del giornalismo intervistando l’avvocato difensore dell’imputato e credono di fare informazione.
Diciamocelo, vorremmo sapere quando, come è nato e si è sviluppato il progetto fraudolento delle persone e dei ruoli istituzionali per la realizzazione del disastro finanziario del Comune di Taranto. Non ci aiuta conoscere la difesa di un imputato. Per entità. non si tratta di un buco finanziario da trattare come polvere da nascondere sotto il tappeto di un bilancio alterato, ma di un elefante nascosto in un appartamento. Nessuno che frequentava l’appartamento poteva non vederlo. Mi piace pensare ad amministratori, politici, revisori che fingono di non vedere un elefante pur andandoci a sbattere continuamente, scivolando sui suoi escrementi ma senza vederlo.
Dal momento che non si è trattato di un atto amministrativo isolato ma di un serie di atti e provvedimenti che hanno dovuto necessariamente avere la complicità di una serie di soggetti, sarebbe interessante conoscere il meccanismo delle connivenze e delle pigrizie amministrative.
Oltre gli amministratori e revisori dei conti della amministrazione comunale, oltre agli amministratori e revisori dei conti delle ex municipalizzate AMAT, AMIU, EX SAT è possibile che nessun che passava da quelle parti come politici, dirigenti, giornalisti non abbia mai sentito la curiosità di comparare i bilanci di queste aziende con quelle di altri Comuni. Banalmente fare una comparazione tra popolazione e costo della raccolta rifiuti non è un esercizio difficilissimo.
Diciamocelo.
La nostra impressione è che accanto ad una posizione complice esiste una totale assenza di requisiti culturali e professionali. Anzi crediamo che ci sia una sorta di snobismo culturale a verificare conti e misurarsi con la normativa amministrativa. Abbiamo un panorama ristretto per trarre conclusioni ma per quel poco che verifichiamo temiamo che si sia affacciata in politica una categoria di improvvisati che non provengono da una militanza politica che comunque selezionava i candidati. Magari sono dei buoni intenzionati, magari provengono dalle cosiddette associazioni della società civile ma non hanno un retroterra culturale di gestione della pubblica amministrazione.
Dall’esperienza limitatissima personale riteniamo che il caso Taranto nei nostri Comuni non sia isolato.
Non basta fare riferimento al controllo della Corte dei Conti che per cumulo di lavoro interviene solo dopo molti anni, quando il danno è stato consumato.
Ci vorrebbe una rappresentanza politica che non faccia riferimento solo a se stessa come persona ma ad un partito. Invece se leggiamo organigrammi amministrativi, atti , nomine e provvedimenti possiamo riconoscere in molti comuni solo apparentamenti. Per cui se sommiamo all’attività fraudolenta impreparazione ed improvvisazione dovremmo aspettarci ancora altre conclusioni come quella di Taranto. Ma l’importante è vivere queste cose allegramente. E parlare d’altro.
Commenti
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vi consiglio di recuperare la trasmissione “report” di domenica 14-10: la danno in replica su sky ma è anche visibile su raiclick.
Quanti sono i comuni e gli enti locali pugliesi che hanno “investito” in derivati di credito strutturati, per ottenere liquidità ma nello stesso tempo facendosi fregare e accollando debiti alle future amministrazioni (e quindi ai cittadini)? Il caso di Taranto non è assolutamente isolato, e nei prossimi anni purtroppo ce ne saranno molti altri anche peggiori.






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