E’ scomparso Mario Adda, Ostillio lo ricorda

La Redazione
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Abbiamo tutti un grande debito di riconoscenza nei confronti di Mario Adda. Editore illuminato, esploratore infaticabile tra i simboli pietrificati e le pagine in divenire della Terra di Puglia, Adda è riuscito a trasformare i viaggi in visioni, le curiosità in emozioni, proiettando la nostra regione oltre i confini di un sud povero e reclinato su se stesso, per presentare le eccellenze di un territorio ricco di storia, cultura, risorse ambientali, tradizioni.

Così ha colmato il deficit di conoscenza delle nostre bellezze storico-paesaggistiche, divenendo un precursore, a livello nazionale, di quell’importante segmento di mercato rappresentato dall’editoria di alto pregio, fatto di belle immagini su carta patinata. E con qualcosa in più rispetto ai tanti che hanno nel tempo avviato iniziative imprenditoriali dello stesso tipo: il forte collegamento con il territorio, caratteristica tipica di un grande editore locale in un mercato sempre più competitivo, esperienza condivisa insieme a Laterza, Schena, Congedo e tante altre aziende pugliesi.

Conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, Adda è la nostra memoria storica, avendo fortemente contribuito negli ultimi 50 anni a trasformare l’immagine di una Puglia arretrata in un affresco contemporaneo carico di passione e pathos.
Grazie alle sue pubblicazioni, centinaia di migliaia di visitatori hanno scoperto l’altra Puglia, quella che difficilmente si può trovare nei cataloghi dei tour operator perché anche per costruire un itinerario turistico ci vuole ingegno, cultura e, soprattutto, sentimento.

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