Referendum per il welfare, quasi scontata la vittoria del sì
Presto i risultati finali, urne chiuse alle 14
Si sono chiusi alle 14 i 630 seggi sparsi in tutta la Provincia di Bari dove pensionati e iscritti ai sindacati confederati CGIL-CISL-UIL hanno avuto la possibilità di dire un sì o un no nel referendum sul welfare. “Ci aspettiamo di raddoppiare il numero dei votanti (47.000) avuti nel 1995 in Provincia di Bari, quando i lavoratori votarono sulla riforma della Pensioni targata Lamberto Dini” rileva Pietro Colonna, segretario della CGIL in Terra di Bari. “Solo in questa sede (Via Crispi ndr) hanno votato in questi giorni duecento persone, ma i seggi si sono riempiti anche nelle fabbriche, nei patronati, nelle sedi dei comuni e dei sindacati in tutta la Provincia. Hanno votato anche alla Getrag (una delle aziende che nella zona industriale di Bari sta vivendo un periodo di crisi intensa) sottolinea Colonna, “dove abbiamo trovato un accordo con la FIOM per questo referendum e dove stiamo lavorando di concerto con l’Assindustria per evitare gli esuberi previsti nel 2009. Serve però anche l’intervento della Regione Puglia per questo percorso, siamo ancora ai primi incontri”.
Sulla questione Brogli sollevata a livello nazionale da Marco Rizzo dei Comunisti Italiani, Colonna è molto sereno: “questo referendum, somma espressione della democrazia italiana, ha un forte connotato politico. I risultati sono attesi dal governo e da chi la vede diversamente dalla probabile vittoria del sì. Non è semplice controllare se una persona vota duo o tre volte: al seggio ci si presenta con un documento di identità, non è prevista la tessera elettorale”. Un limite che si può perfezionare in futuro ma che forse nasconde l’estrema voglia dei lavoratori (e dei precari) di essere protagonisti della vita del Paese, anche solo attraverso un sì o un no sul futuro del Welfare, del cosiddetto (una volta ndr) Stato Sociale.
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