Medicina generale, la rivoluzione della Regione

Collaborazione tra medici di base e specialisti per non sovraccaricare gli ospedali. Presto arriveranno le “cittadelle della salute”
La sanità pugliese riparte dalla medicina territoriale. A sancirlo l’accordo integrativo per la medicina generale presentato oggi pomeriggio dall’assessore alle Politiche della Salute Alberto Tedesco e il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
Il filo conduttore degli interventi riguardano il potenziamento dell’assistenza territoriale. A partire dall’ attivazione dei cosiddetti “super gruppi” ossia degli ambulatori gestiti da più medici di base e che resteranno aperti dieci ore al giorno compreso la domenica. In affianco ai “super gruppi” ci saranno le “super reti” o meglio studi medici collegati virtualmente sul web per scambiarsi informazioni. Il tutto con un sostanzioso incremento di personale che porterà circa mille duecento persone, tra infermieri e segretari, ad essere assunti all’interno degli ambulatori dei medici di famiglia.
“E’stata una partita difficile – ha dichiarato Vendola – in cui la discussione con i sindacati ha messo in luce come il valore della concertazione produce buoni risultati”.
“Con grande soddisfazione abbiamo concluso questo accordo integrativo”, ha affermato l’assessore Alberto Tedesco. Grazie a questo accordo, ha sottolineato Tedesco, sorgeranno due unità territoriali di assistenza primaria (Utap) che permetteranno ai medici di base di poter collaborare con gli specialisti e in forma associata. Le due Utap, vere e proprie “cittadelle della salute”, sorgeranno a Noicattaro e Casamassima e saranno sempre a disposizione dei cittadini, grazie al servizio che prestranno per tutta la giornata i medici di base, i pediatri di famiglia e le guardie mediche.
Sempre grazie all’accordo integrativo per la medicina generale, la Puglia potrà beneficiare del primo centro di coordinamento delle cure domiciliari. Inoltre inaugurerà l’Adt, l’assistenza domiciliare temporanea. Con l’Adt i cittadini pugliesi potranno beneficiare delle cure domiciliari del medico di famiglia anche per patologie acute ma non particolarmente gravi (ad esempio bronchiti) al fine di evitare il sovraccarico del ricorso in Ospedale attraverso il ricovero.
Costo dell’operazione circa 60 milioni di euro. Di questi,18 serviranno ad assumere 562 inferimeri e 642 collaboratori di ambulatorio. Mentre 3 milioni di euro saranno messi a disposizione per la costruzione delle Utap.
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