Televisione e Giustizia, ma dove stiamo andando?

La Posta dei Lettori
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Ho visto a tratti "Annozero" dell’altra sera. L’impressione che ho ricavato è stata di una trasmissione confusa, che ha comunque lasciato ampio spazio alla piazza che si dichiarava solidale col PM di Catanzaro, ma che ha lasciato adeguato spazio anche al Sottosegretario. L’equilibrio mi pare dunque sia stato più o meno garantito. Quello che non è stata affatto assicurata, invece, è l’informazione agli utenti. Non è stato infatti possibile comprendere -neanche vagamente- quali siano i fatti oggi contestati al PM, perchè gli ispettori del Ministero stiano facendo indagini da 3 anni e quale è l’iter previsto dalla legge per casi come questo; ciò anche per farsi un’idea sul comportamento degli ispettori e del Ministero al fine di capire se stiano violando la legge, oppure no. Niente di tutto questo. L’idea -e le risposte- ce le siamo dovuti andare a prendere da D’Avanzo di Repubblica -che reputo l’unico (o quasi) giornalista "credibile" su fatti di giustizia -. Egli parla di "messaggi barbarici" lanciati dalla
trasmissione: giudizio forse esagerato pur apprezzando, come sempre, la puntualità e la dovizia di particolari contenuti nel suo articolo di sabato
6 ottobre. Come pure credo abbia esagerato il Ministro cadendo in un vittimismo sproporzionato rispetto ai contenuti della trasmissione.
Il commento più veritiero credo l’abbia fatto il Presidente del Consiglio "Una trasmissione poco seria e scarsamente professionale". Come non essere d’accordo? Una trasmissione che raccoglie 1.000 persone in piazza, concede mezz’ora cadauno agli sfoghi privati di due PM, uno di Catanzaro e un’altra di Milano (che credo non conosca i fatti di cui si parla), che ospita il tradizionale monologo di Travaglio, che manda in onda alcune trascrizioni o intercettazioni e che, pero’, non riesce a trovare il tempo per spiegare o far capire i fatti per i quali il PM di Catanzaro è soggetto da 3 anni ad un’inchiesta e sui quali il CSM (e non la piazza, Travaglio o Santoro) dovrà
decidere in ossequio al fondamentale principio dell’indipendenza e dell’autonomia della Magistratura, è una trasmissione oggettivamente mal fatta e mal riuscita.
Impossibilitato a capire quali fossero i fatti in contestazione e non avendo proprio voglia di sorbirmi ulteriormente gli sfoghi privati di alcuni pur rispettabili cittadini italiani, ho preferito, dopo un po’ cambiare canale e vedere una partitella di coppa Uefa, anch’essa di scarso valore.
Non so quali criteri si sia soliti utilizzare per stabilire la professionalità di una trasmissione o di un’inchiesta giornalistica. Io, da spettatore, che ho la ventura di occuparmi, per lavoro, di giustizia e di processi, posso certamente affermare (per quello che ho visto) che quella trasmissione non dava informazioni utili a capire i fatti ma dava voce a pulsioni e sfoghi, personali e/o di gruppo, che con l’interesse pubblico ad essere informati non c’entrano proprio niente. Davvero una trasmissione di
modestissimo valore che conferma lo scarso livello medio delle trasmissioni d’inchiesta in Italia, soprattutto in tema di giustizia. Basta che poi non ci lamentiamo (come spesso sento fare) del "Graffio" da Conversano. Perchè il livello, mi creda, è davvero lo stesso ma almeno, a Conversano, hanno, forse, meno pretese e velleità.
L’amara realtà, cara Direttrice è riassunta in una frase geniale che il mio Cliente Pinuccio mi disse qualche mese fa: "Avvocato, ma quella notizia è
vera oppure l’hanno detta i giornali o la TV"? Assolutamente geniale.

Antonio Longo

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Commenti

  • kitosc (utente non verificato)

    non riesco a collocarmi e per questo sono confuso.Da Floris a Santoro ho capito solo che c’è un Ministro della Repubblica che ha paura di alcuni magistrati e per questo li perseguita.
    Ma non sarebbe stato più saggio che a conclusione e con tutti gli elementi in mano chi è preposto ai dovuti controlli facesse la sua parte o dobbiamo ormai rassegnarci alla spettacolarizzazione ?