Calma e gesso: non ho mai voluto sfidare gli intellettuali

Michele Emiliano*
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Calma e gesso. Di ritorno da Assisi, dove abbiamo promesso di ripudiare il conflitto come categoria della politica, apprendo dai giornali di avere “sfidato” gli intellettuali della città e dichiarato di “non avere tempo di leggere libri”. Ciò ha provocato la reazione un po’ colorita di una rinomata associazione della città.
A fronte di insistenti domande della stampa, nel mezzo di una calca inimmaginabile seguita agli interventi di Massimo D’Alema e Walter Veltroni, ho solo ricordato – proprio per evitare polemiche – un episodio del quale parlo sempre, avvenuto nel 2004 al termine di un incontro con Città Plurale. Nell’ultimo giorno della mia campagna elettorale dissi: “Noi non siamo più quelli con i maglioni di cachemire che scrivono libri ed organizzano convegni e basta, noi questa volta vinciamo le elezioni e governeremo la città!”.
Il mio invito di allora alla partecipazione attiva alla politica, per il vero, è stato accolto da tanti ed anche dall’ultimo presidente di Città Plurale, Patrizia Calefato che – dopo essersi dimessa per garantire l’indipendenza dell’associazione – si è candidata per il Partito Democratico nel collegio 20, dietro Massimo D’Alema. In tal modo Patrizia si è messa in gioco ed il suo ruolo critico oggi è più forte e legittimato.
È vero che ho invitato chi lo desidera a rivedersi “L’attimo fuggente”. Non solo la scena celeberrima del maestro che invita gli allievi a salire sul tavolo per cambiare il proprio punto di vista, ma quella più dura del maestro che mostra agli allievi le vecchie fotografie delle squadre di football nella hall of fame del college. “Sono tutti morti adesso – dice loro – non aspettate troppo tempo per decidere cosa fare della vostra vita. Carpe diem”.
Non è mai troppo tardi per mettersi le scarpe e cominciare a giocare sul serio. L’amore e la passione faranno sentire meno il dolore e la fatica della partita più emozionante della nostra vita.
Un’ultima cosa. Franco Cassano può essere testimone, come mio maestro e coinquilino nel condominio di Viale Unità d’Italia, che io ai libri ed ai codici della legge devo tutto, non avendo mai avuto altre armi nella vita.

*Sindaco di Bari

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