Test truccati, i genitori degli “ammessi”: “La politica ha perso un’occasione”
Duro monito dei familiari degli studenti promossi alla prima prova: ” La linea della fermezza ha punito solo gli onesti”
Dall’inizio della vicenda dei test a Bari, la gente comune, i genitori dei ragazzi che hanno partecipato alla selezione e, soprattutto, gli studenti hanno vissuto il proprio dramma, assistendo contemporaneamente ad un deprimente spettacolo inscenato dalla politica, che ha pesantemente condizionato l’esito di questa vicenda e, forse anche, le stesse scelte del Rettore e dell’Ateneo Barese. Uno spettacolo all’insegna della demagogia, opportunismo e cinismo.
Dopo montagne di chiacchiere per decantare i valori dell’onestà e del merito, la politica non trova di meglio che plaudire alla decisione del Rettore, che, in base ad un’astratta teoria moralistica, sposa una linea della fermezza, che finisce per punire senza alcuna pietà, e senza alibi, solo coloro i quali, nei fatti, hanno dimostrato di rispettare quei valori.
Il ruolo di comparse, dapprima, l’hanno recitato le associazioni studentesche, che, come un coro da tragedia greca, ne hanno chiesto l’annullamento: in realtà, si son fatte quattro conti e si sono schierate con la maggioranza degli studenti, cioè quelli esclusi, non prendendo neanche in considerazione i diritti sacrosanti di chi ha prevalso senza trucco.
Insieme a queste comparse parlanti, ci sono quelle mute, che tacciono perché sanno di non avere la coscienza tranquilla per le complicità e contiguità con i protagonisti degli scandali degli anni scorsi all’Università di Bari.
Poi sono entrati in scena i recitanti di secondo piano: quelli che prima hanno solidarizzato con gli uni e poi con gli altri, scomparendo improvvisamente dalla scena sul più bello, quando in campo sono scesi i più “forti”.
Tra questi, un’onorevole deputata, che prima dice che ha ragione il Ministro Mussi, ma poi, che hanno ragione tutti gli altri insieme, il Rettore, gli studenti onesti che hanno vinto e quelli che hanno perso, dicendo basta alle ingiustizie dell’universo mondo. Che confusione!
Poi, finalmente compare a mettere ordine, addirittura un ministro, che dichiara che il governo intero condivide le scelte del Rettore, smentendo clamorosamente un altro ministro, Mussi, che ha assunto sempre una posizione diversa e polemica con il Rettore di Bari.
Amaramente, l’unica cosa seria è che ancora una volta la politica ha perso un’occasione per essere in sintonia con il sentire comune della gente: non è stata in grado di percepire ciò che pensa la stragrande maggioranza e, cioè, che l’unica cosa giusta dovesse essere quella di stare dalla parte degli onesti, soprattutto perché un altro gruppo di studenti sleali, ben identificato, li voleva truffare.
Ma, per capire come finisce la farsa, un’ultima domanda: il governo deprecherà il Rettore di Ancona perchè ha fatto il contrario di Petrocelli?
Ed una ai partiti: noi che protestiamo per l’assurda decisione del Rettore, dovremo aspettarci di essere criminalizzati come pericolosi nemici delle sacre istituzioni e sovversivi “antipolitici”?
Coordinamento dei genitori degli studenti onesti
Commenti
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La speranza di noi che crediamo nella giustizia, quella vera, che non si fa condizionare, è nella decisione del TAR di Bari, ci aspettiamo che almeno dal Giudice giuistizia sia fatta. Da ora in poi educare alla giustizia i nostri ragazzi sarà sempre più difficile, proprio coloro che devono dare l’esempio dell’onestà si sono resi artefici di una tragedia quasi comica! Noi che crediamo nell’onestà continueremo ad essere coerenti, altri che dovrebbero insegnarla per loro la scuola è ancora aperta.






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