D’Alema ai giovani: “Dovete fare sentire la vostra voce”

Antonio Scotti

Monito agli studenti riuniti al Dell’Andro: “Non illudetevi che questa generazione se ne vada con i per favore”

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“Non illudetevi che questa generazione se ne vada con i per favore, i giovani devono iniziare a fare sentire la loro voce se vogliono rinfrescare l’aria della politica”.
Ha sorpreso tutti il ministro degli Esteri Massimo D’Alema nell’assemblea di ieri pomeriggio con gli studenti del collegio universitario “Renato dell’Andro” di Bari. Nell’ambito degli incontri di presentazione del Partito Democratico, l’ex presidente del Consiglio si è fermato a parlare con gli studenti di formazione, politica estera e soprattutto del futuro incerto del lavoro.

Senza dimenticare il ricambio generazionale nella politica e nelle professioni: “In questo Paese le corporazioni rendono assai difficile l’accesso al lavoro, determinando un precariato che attualmente rappresenta una delle più grandi ingiustizie sociali della nazione”.

“Per cambiare – ha esortato D’Alema – è necessario che i giovani tornino a fare casino, a far sentire la loro voce che fino a questo momento è rimasta un po’ troppo sopita”. Uno slancio al protagonismo e all’impegno politico sociale che il ministro degli Esteri si augurato possa esplodere nelle giovani generazioni. “L’ultimo momento in cui i giovani si sono fatti sentire in modo forte – ha affermato D’Alema-  è stato per il rifiuto della guerra in Iraq”. Troppo poco secondo il ministro degli Esteri, che poi ha ribadito la ferma volontà da parte del governo di “combattere la solitudine” che attanaglia coloro i quali sono alla ricerca di un lavoro: “Nell’epoca del precariato –  ha proseguito D’Alema –  è fondamentale ripartire le possibilità di lavoro per cercare di sradicare una società ancora oggi troppo  familistica e clientelare”.

L’ex Presidente del Consiglio ha poi sottolineato come il Governo stia cercando di rispondere al problema del precariato attraverso una serie di misure che hanno l’intento di affrontare il problema in un’ottica nuova come, ad esempio,  “il riscatto degli anni di laurea o la continuità dei versamenti durante gli anni di interruzione tra un lavoro all’altro”.

BIRMANIA Il ministro degli Esteri si è poi soffermato sulla lotta per la democrazia e la libertà  dei monaci buddisti birmani contro il regime militare di Than Shwe : “Le notizie che arrivano sono spaventose. Repressione, uccisioni, rastrellamenti”, ha proseguito il ministro. “Colpisce l’atteggiamento di grandi Paesi, come la Cina e l’India, che dovrebbero esercitare una pressione assai più rilevante sulla giunta militare anzichè, come è accaduto sin qui, avere un atteggiamento assai blando e poco incisivo”. Intanto è sempre più probabile che l’Unione Europea possa voatre sanzioni contro il regime brimano: “Ne stiamo discutendo”, ha confermato D’Alema

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Commenti

  • robernet68 (utente non verificato)

    Sbaglio o si cerca di non risolvere il problema, mascherandolo con parole sibilline? non si parla di modificare le leggi, ma di introdurre palliativi come il riscatto degli anni di università o versamenti di contributi. Ma il problema del precariato non viene risolto, non si toccano le leggi che l’hanno legalizzato in questo modo barbaro, o sbaglio? Manca qualcosa? E da un politico pugliese e di sinistra non me l’aspettavo…