Scovato traffico di cocaina sulla rotta Sud America-Bari

Danilo Calabrese, Antonio Scotti

23 gli indagati complessivi, 14 gli arresti, tra cui il boss Eugenio Palermiti. Sequestrati immobili e beni mobili del valore di 10 miliioni di euro

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Un vero e proprio mercato internazionale di droga, in grado di smistare sostanze stupefacenti dal Sud America in Italia e importare droga da Spagna e Olanda. L’organizzazione con ramificazioni intercontinentali e con un punto d’incontro nell’hinterland barese, principalmente nei quartieri Libertà e Japigia di Bari, a Casamassima, Cellamare e Adelfia, è stata sgominata alle prime luci dell’alba di stamattina dai Carabinieri del reparto operativo e dalle forze della Guardia di Finanza in operazione congiunta.

23 gli indagati complessivi, due dei quali deceduti, (per 16 di loro è stato eseguito il provvedimento di associazione mafiosa, per 11 quello di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti) nel capoluogo pugliese e provincia. Sono 14 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, 9 delle quali già eseguite. Le misure restrittive sono a carico di presunti luogotenenti e affiliati al clan capeggiato da Eugenio Palermiti, detto “U’ nonn”, anche lui arrestato. Il boss non ha mai subito lunghi periodi dietro le sbarre, a causa del suo “cagionevole stato di salute” (questa volta, però, è stato documentato un combattimento del capoclan in una gabbia con un pitbull). Tra loro anche Cuba Soto Luis Enrique, trafficante internazionale di origine venezuelana, rimasto a Bari per un certo periodo come garante della riuscita dell’operazione, proprio per volere di Eugenio Palermiti.

Molto preziose per l’operazione “Five”, che continua l’attività di indagine che portò al blitz denominato “Fourth” del 2003, le intercettazioni telefoniche.
Nei confronti della cosca, inoltre, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di circa dieci milioni di euro. Si tratta di una villa ad uso abitativo, un appartamento, un capannone industriale, magazzini e locali di deposito, una stalla, 6 appezzamenti terrieri, un bar, una tavola calda, 5 autovetture di grossa cilindrata, un autocarro, due motocicli e la famosa discoteca Moma di Adelfia.

Sequestrate anche pistole, fucili, dei kalashnikov e una bomba, che hanno consentito al pm delle Dda barese, Desiré Digeronimo, di accusare gli indagati anche di detenzione e porto di armi da guerra.
Il filo diretto tra Sud Amercia e Bari ha portato in Italia 100 chilogrammi di cocaina nel 2002, oltre a circa 25 mila pasticche di ecstasy provenienti, invece, dall’Olanda nel 2003. Un mercato internazionale di traffico di stupefacenti, che si era imposto sul panorama criminoso nazionale, scavalcando delle tappe quasi obbligate come quelle di Napoli e Palermo.

“Un dato importante“, ha dichiarato il Prefetto Carlo Schilardi, intervenuto in conferenza stampa insieme al procuratore aggiunto Colangelo e alla pm Digeronimo, “è l’aver ottenuto il sequestro dei beni mobili e immobili attraverso il procedimento antimafia. E’ fondamentale colpire le organizzazioni criminali in questo modo”. 

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