Prove tecniche di “Cosa (o Casa) Rossa”
Ma i vertici prendono le distanze, prima fra tutti i Comunisti Italiani
“Cari compagni” è il saluto che campeggia più spesso nella sala (con i pannelli rossi!) dell’Hotel Excelsior che ospita l’incontro tra alcuni “mostri sacri” della sinistra democratica (o radicale, come dir si voglia) che non vogliono aderire al Partito Democratico; “cari compagni”, perché c’è ancora chi vuole sentirsi un vero uomo di sinistra, un comunista nel senso più alto del termine, e lo fa anche attraverso una terminologia che non va mai fuori di moda.
Al tavolo dei relatori siedono uomini e donne che hanno fatto una parte della storia del nostro paese: c’è Armando Cossutta, leader storico dei comunisti italiani; c’è Achille Occhetto, che ha vissuto la stagione aurea del socialismo della prima repubblica; e ci sono gli attuali uomini della sinistra che qualcuno definisce estrema, da Nichi Vendola a Pietro Folena, per ribadire tutti insieme che la sinistra c’è, ed è più viva che mai.
La linea guida è comune: non basta infatti, secondo i presenti, formare un partito democratico che accomuni tutti i sostenitori dell’ attuale governo di centro sinistra perché l’unità si manifesti, ed è per questo che molti degli intervenuti hanno dichiarato di sperare di morire solo dopo aver visto la sinistra compatta, e che questa chimera sperano di vederla realizzata al più presto.
Oggi sono in molti a soffrire in Parlamento per le alterne vicende delle leggi che questo governo riesce a far approvare, perché troppo spesso si è vittime dei capricci elettorali di questo o quel senatore, che sembrano quasi divertirsi a causare i guai dell’attuale esecutivo.
L’iniziativa di questo pomeriggio, la terza in un anno, ha voluto ancora una volta porre l’accento sui temi essenziali della vera sinistra, quella che dialogo a tu per tu con i cittadini, quella che non accetta compromessi, quella che ha comunque necessità di essere unita attorno ad un ideale comune nell’interesse dei giovani, dei lavoratori, ma soprattutto del paese.
“Ha ragione il Ministro Mussi – ha dichiarato Armando Cossutta – quando dice che la sinistra è un’emergenza, in particolare se vista alla luce di una situazione attuale che non è per niente semplice da sopportare. Volendo attribuire un peso politico a questa realtà, dovremmo cercarlo soprattutto nei numeri che non ci danno una maggioranza forte e compatta”.
Ovvio, in questo senso, il riferimento alle difficoltà che il governo affronta in Senato, situazione che spinge ad affermare che, malgrado non sia la destra a governare il Paese, la realtà non sono per nulla rose e fiori, e la soluzione è ben lungi dall’essere trovata.
Ad ogni modo, Cossutta non vede di buon occhio nemmeno la federazione dei partiti dissidenti, i “comunisti”, come lui stesso si autodefinisce; occorre sentirsi di sinistra, senza bisogno di essere necessariamente iscritti ad un partito: “gli uomini e le donne come noi lottano per gli ideali – ha precisato Cossutta – non hanno nemmeno la tessera di un partito, ma sentono il dovere di combattere”.
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