Toti e Tata…uno splendido ritorno

Antonella Ardito

Mezz’ora di gag e un Matrimonio Metafisico da ridere fino a piangere: ecco i frammenti più divertenti dello show della Notte dei Castelli

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Esilaranti e irripetibili (forse): Toti e Tata alias Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo dopo la reunion televisiva firmata Renzo Arbore, hanno regalato ai baresi un duetto che ha riportato la città indietro negli anni, la città di Far Fare Farace, di Simeone e dei Matarrese: Emilio torna a Bari dopo sette anni, “dopo aver lavorato con i Fratelli Taviani” e Antonio racconta cosa è cambiato nel mondo della poltica, dell’imprenditoria, dello sport.  Mezz’ora di gag, di battute sui potenti del passato e del presente, una parentesi con Mino Pausa e una fede al dito sulle note di Matrimonio Metafisico, un patto di risata e spensieratezza firmato con Bari. Ecco il video e le interviste

Tre domande per Emilio…lo Scamarcio “originale” della Terra di Bari

Sei tornato a Bari finalmente, cosa ci racconti Emilio?
Sono anni che non vivo una sensazione così forte: ho sempre avuto un’idea di un grande affetto nei nostri confronti, così tanto no, per cui sono molto provato da tutta questa commozione, te lo dico sinceramente perché sono felice, felice di aver trovato tutta questa gente e felice di aver trovato una voglia vera di ridere, di scrollarsi da dosso tante cose.

Sei uomo di cinema e di TV, sei lontano da Bari, ma secondo te qui nella nostra città è possibile fare arte, cinema…cultura ad alti livelli?
Io ho tutta la mia formazione barese, solo l’Università io e Antonio l’abbiamo fatta a Bologna, ma non c’è una cellula nel nostro DNA che non sia barese. Io credo di portare questo fuori, e poi tra le cose più belle che abbia mai fatto c’è tutto il capitolo Toti e Tata. Io ho lavorato con i Fratelli Taviani, ho fatto un bellissimo film e sono a loro molto grato, ma nel mio curriculum ci sono Toti e Tata, non è un capitolo messo da parte. Per me ha pari dignità Filomena, perché è stata innovativa, perché era forte, rivoluzionaria, perché lo eravamo noi, lo erano i tempi. E’ stato un periodo bellissimo, creativamente parlando; era un periodo intensissimo, dove avevamo tantissime idee che non c’era mai bisogno di fare un numero due.

Una coppia come la vostra è riproponibile? So che è difficile che tu e Antonio torniate insieme, perché c’è sempre un iter da seguire nelle cose che si fanno.
Ma c’è qualcuno da queste parti che possa riportare un prodotto simile a Toti e Tata magari al passo con i tempi in TV?
Io me lo auguro, lo auguro alla città e lo auguro a tutti i giovani che vorranno cimentarsi in questo lavoro. Io spero proprio di sì, non vedo perché non si possa fare di più e meglio di noi, che ci sia qualcuno che possa raccogliere la nostra eredità. Io parlo al passato non perché consideri quello un capitolo chiuso ma perché cresciamo, noi diventiamo più grandi, la visione del mondo è diversa. Quei Toti e Tata, quella freschezza, quella incoscienza, quella incapacità, quella rozzezza era di quei tempi. Adesso sarebbe improponibile una Filomena, perché io andavo con il microfono che mi tirava: è tutto diverso. Maradona (per carità ;-), quando è diventato Maradona non era più quello degli inizi.

Antonio Stornaiolo…tra ricordi e certezze presenti

Stasera (sabato ndr) vi siete abbracciati, baciati: era da tempo che non lo facevate?
La verità, l’abbiamo già fatto altre volte ultimamente, e lo abbiamo fatto con lo stesso calore e fervore. Io e Emilio ci conosciamo da quando avevamo 13 anni e mezzo e 14 anni (Antonio è del ’61, Emilio del ’62 ndr): questo vuol dire che quando l’amicizia è così radicata, così profonda, così antica, può accadere tutto e il contrario di tutto fino alla fine ti ritrovi allo stesso posto e nella stessa situazione. Alla fine ci siamo abbracciati davvero con calore, però non è vero che non ci abbracciamo da sette anni.
E’ vero che nel passato avete anche litigato?
No, non abbiamo litigato: in passato siamo stati sfortunati perché se Toti e Tata avessero avuto la possibilità di esprimersi in nazionale, nel momento e nelle situazioni giuste, se fossimo diventati un po’ più importanti in nazionale non avremmo avuto il tempo di litigare. Noi non abbiamo litigato, ci siamo invece guardati negli occhi e ci siamo detti “Noi se continuiamo così neanche più i baresi e i pugliesi ci potranno sopportare, quindi rimbocchiamoci le maniche e facciamo altro”. Emilio ha deciso di intraprendere la carriera di attore, io quella di presentatore, rischiando moltissimo anche ad una certa età. Però è stata una bella scelta perché ci siamo rimessi in gioco e oggi siamo indipendenti uno dall’altro e contemporaneamente coordinati, come il blu e l’azzurro, se li metti insieme stanno bene.

Se ci fosse stato Zelig ai vostri tempi…?
Saremmo miliardari, avremmo fatto le serate a 25.00 euro e tante altre cose…
Io non sento tutta questa mancanza di Zelig sinceramente, non ho mai fatto il comico, quando l’ho fatto, per andare a Zelig. Senza nulla togliere alla trasmissione, ma io tutta quest’ansia non ce l’ho. Vivo di mio, vivo bene, vivo nella mia città…sono felice!

Che ricordo hai dei primi tempi in coppia con Emilio, quando, per esempio, facevate gli spettacoli nelle campagne della Valle d’Itria?
Un buon ricordo: quella è la gavetta. Eravamo indipendenti già a quell’età: non rinnego niente di quello che ho fatto, tra l’altro l’ho fatto sempre con molta pulizia. Andavamo lì con la macchina, guadagnavamo tra le 600 e le 800 mila lire, toglievamo le spese della benzina e le dividevamo per due. Un ragazzo di 20-25 anni che guadagna 400 mila lire a sera buttalo via…e fatturavamo tutto: è un bel ricordo.

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