Simeone Di Cagno Abbrescia si candida a Sindaco per il 2009 (o no?)

Fortunata Dell'Orzo

Presentato un vero cahier de doléances per le cose non fatte o fatte male da parte della giunta di centro sinistra

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Nessuno lo ha detto apertamente, ma è difficile non pensare ad una candidatura anticipata di ben due anni sulla scadenza, da parte di Simeone Di Cagno Abbrescia, per nove anni di seguito primo cittadino di Bari ed attuale parlamentare alla sequela di Silvio Berlusconi. Con il consigliere comunale Mimmo Cea che si "sbagliava" in continuazione apostrofandolo Sindaco (manco fosse un titolo onorifico) invece di Onorevole e lo schieramento del tavolo, cui è stato cooptato anche un Ettore Grilli, già presidente dell’Amiu ai tempi del centrodestra, non è azzardato affermare che Di Cagno Abbrescia, evidentemente deluso dall’esperienza "romana" (in realtà a vedere il suo ruolino alla Camera dei Deputati piuttosto misero con quattro proposte di legge mai discusse e quattro interventi in aula, di cui peraltro nessuno si ricorda, si capisce perchè stare alla Camera lo annoi profondamente) si stia preparando a ripresentarsi Sindaco, visto che, con Emiliano in rotta verso la presidenza della Giunta regionale e nessun serio candidato a sinistra in grado di dargli veramente fastidio, può presumibilmente sperare nella nota e ondivaga razza barese che è pronta a ritributargli successo e voti.
Lo spunto per i giornalisti era dato da un manifestino in cui si elencavano le "magagne" della giunta Emiliano: le fontane costose al lungomare, i Rom per i quali da un lato si spendono soldi (152 mila euro, ripeteva un po’ monotono Pasquale Finocchio, consigliere comunale) e dall’altro si finge di "cacciarli dai semafori" (ma quando è successo a Bari?), i parcheggi sotterranei mai fatti ( o fatti a sproposito), i fondi del Petruzzelli (16 milioni per la ricostruzione rivenienti dalle casse Comunali) sui quali ci permettiamo di obiettare che forse Cea ha fatto confusione, confondendoli con quelli necessari all’esproprio, e poi la situazione dei rifiuti (sulla quale Ettore Grilli si è lanciato in elucubrazioni nostalgiche ma dalla memoria imprecisa), i soldi per le consulenze, le nomine ipertrofiche nei consigli di amministrazione delle aziende, contravvenendo a precise disposizioni ministeriali per ridurre le spese. E via lamentando.
Un’iniziativa, assicuravano, che si ripeterà quasi a scadenza fissa, settimanale, per incalzare la giunta inadempiente e per "informare i cittadini" sulla verità: e che questo accada in sintonia con la campagna elettorale che Emiliano sta conducendo parallelamente per la sua candidatura a segretario regionale del Partito Democratico, è solo una mera coincidenza…..(si, va be’….n.d.r.).
Si è notata l’assenza degli alleati, nemmeno nominati durante l’esposizione dei contenuti. Forza Italia in versione politico-onanista, tanto a Bari nel centro destra comanda lei e gli alleati sono solo degli accessori comodi in fase di raccolta voti e consensi: e in questa fase va avanti da sola, confermando la sostanziale insussistenza (visibilissima in Consiglio Comunale) di un’opposizione a Emiliano e alla sua maggioranza, spesso messa in difficoltà più dagli alleati che dagli avversari.
Prossimo appuntamento? Fra una settimana, e si parlerà di Piazza Umberto di notte e, verosimilmente, di sicurezza e legalità.

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Commenti

  • rasta_man (utente non verificato)

    Ma con che faccia Grilli ha ancora il coraggio di parlare di rifiuti e di Amiu? Ma cerca gente non conosce nemmeno il limite della decenza…