Lavagna tattica di Bari – Mantova

Vendicata la sconfitta ingiusta del 23 aprile scorso
Due vittorie sono troppo poche per esultare, ma per tirare un bel sospiro di sollievo sì. Ci volevano i punti e i punti sono arrivati.
Ora è il momento di prendere le decisioni. Quelle definitive. Sul modulo di gioco e sugli uomini, abbandonando titubanze e alchimie tattiche.
Occorre una identità precisa e una fisionomia chiara su quello che il Bari può e deve fare. Le due vittorie consecutive hanno dimostrato che questa squadra i mezzi li ha, ma non sempre in passato ha saputo tirarli fuori. Una fase di rodaggio è sempre comprensibile a inizio stagione, ma la verità è che la squadra ha subito momenti di imbarazzante sbandamento anche per gli stravolgimenti tattici che ci sono stati un po’ in ogni gara.
Ora la compagine di Beppe Materazzi deve ripartire dai suoi punti fermi. Il primo dei quali è sicuramente Donda, tornato finalmente ai suoi livelli abituali. Sarebbe stato un vero peccato se questo ragazzo si fosse perso, perché ha grandi qualità, compreso un lancio, fatto le debite proporzioni, alla Luisito Suarez.
Quindi Donda e non Donda con Sergeant, per esempio, perché i due si annullano.
Passiamo oltre. L’attacco. Non più Santoruvo da solo, ma con Lanzafame o Ganci, e quindi due uomini fissi in attacco.
E poi la difesa. Ladino sta migliorando, ma il reparto difensivo, con l’inserimento di Stellini, ha dimostrato di avere nell’ex genoano il punto di riferimento della retroguardia, con Belmonte e Esposito ottimi comprimari, uno sul centrodestra e uno sul centrosinistra, a prescindere dalla posizione occupata da Antonelli, che sia qualche metro più dietro o più avanti.
Insomma, qualcosina si sta delineando. Incertezze e sbavature ci sono ancora, ma la lieta novella, insieme ai risultati, sta nel fatto che il Bari ieri non ha incassato goal. E questa al momento è forse la più ghiotta notizia che ci potesse essere.
L’importante adesso è continuare sulla strada intrapresa, senza frenesie di alcun tipo, ma con calma e lucidità, valorizzando ancor più le qualità di singoli in parte ancora inespresse, come quelle di Bonanni e Galasso, sicuramente giocatori che possono dare ancora molto di più all’economia del gioco biancorosso.
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