Bertinotti: “E’ necessaria una nuova fondazione del paese”

Danilo Calabrese

“Ricominciare dall’art. 1, la Repubblica è fondata sul lavoro: è questo il punto del nostro ricominciare”. E tornare alle radici, quelle tracciate dai padri costituenti

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“Si tratta non solo di progettare le istituzioni e la politica, ma il Paese, una nuova fondazione del Paese”. Il Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, richiama la classe politica all’assunzione delle proprie responsabilità. Ospitato dal Consiglio regionale pugliese per una cerimonia solenne, prima della visita alla mostra sulla “Rinascita del Parlamento” al Castello Svevo di Bari, l’on. Bertinotti discorre su un tema quanto mai attuale: il rapporto tra politica e società.

“Penso che quello che stiamo vivendo”, continua, “sia un passaggio storico troppo sottovalutato nel suo profondo cambiamento ed è questo cambiamento che dà luogo a passaggi drammatici e tormentati, alla crisi della politica. Perché non ci sono risposte adeguate alle condizioni di vita e alle insicurezza di vita della gente”. Difficoltà che ha generato il fenomeno della cosiddetta antipolitica e una distanza netta, quasi incolmabile, tra governanti e cittadini. “Anche la discussione sui costi della politica”, dichiara il Presidente della Camera, “che pure propone problemi veri, è molto dilatata dal fatto, per usare termini aziendali, che nel rapporto costi-benefici, i costi si vedono e i benefici no”. La politica, insomma, “ha il compito di stare nella quotidianità”.

Secondo Fausto Bertinotti, sarebbe utile e costruttivo per tutti mettere da parte “la conflittualità”, a meno che non “si determina su grandi discriminanti rispetto al futuro del Paese, come si affronta il tema della precarietà e, nella società contemporanea, il tema del lavoro”. Diverso, invece, se la conflittualità dovesse emergere “sul consiglio di amministrazione della Rai”, afferma l’on. Bertinotti, “allora produce disagio ulteriore, perché sembra un litigio invece che uno scontro politico”.

Ricostruire una moralità e tornare a respirare lo spirito che animò i costituenti nella stesura della Carta costituzionale è l’unico espediente in questo momento storico. “Bisognerebbe ricominciare dall’art. 1”, prosegue, “la Repubblica è fondata sul lavoro: è questo il punto del nostro ricominciare”. Senza tralasciare un altro principio della nostra Costituzione. “Geniale e straordinario l’art. 3, secondo il quale la Repubblica si dà il compito di eliminare le cause che si frappongono al libero sviluppo della personalità umana. Vorrei sottolineare anche enfaticamente il libero sviluppo della personalità umana per indicare insieme un punto di convergenza di cultura e politica, che in qualche modo sapevano mettere in comune tanti partiti così diversi tra loro”.

“Siamo nani seduti sulle spalle dei giganti”, ha concluso il presidente della Camera, “e in un momento come quello di oggi, di fronte ai padri costituenti, io credo, che la lezione dei giganti ci possa ancora aiutare”.
Nel dibattito sui toni della politica, quanto mai aspro nei contenuti, è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia Vendola, che durante la cerimonia ha preso la parola, assieme al Sindaco di Bari Emiliano e al presidente del Consiglio regionale, Pietro Pepe. E ha riportato una frase di Bertolt Brecht, autore spesso preso ad esempio da militanti di sinistra: “Abbiamo lottato per un mondo gentile e per questo non abbiamo potuto essere gentili”.

“Io credo”, ha concluso Nichi Vendola, “che non possiamo più riconoscerci in questo verso. Noi dobbiamo poter imparare a dire: abbiamo lottato per un mondo più gentile e per questo siamo diventati più gentili”.

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