Telecinema: istruzioni per l’uso (3)

Mario Bucci

Da vedere, da evitare, da vendere la tele, da gettarla fra gli ingombranti….consigli per i teledipendenti

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È vero, la televisione non ha proprio nulla a che fare con il cinema, e non solo per le imparagonabili misure (immaginate un televisore grande quanto una tela cinematografica), o per il diverso uso di destinazione. È per mille altri motivi, perché, tra una tra una bionda che ci consiglia come cucinare, un biondo che prova a venderci materassi, ed un’altra bionda che prova a dirti dove e come votare, bisogna riuscire a uscirne vivi: usufruire della televisione il meno possibile, il meglio possibile.

Lunedì 24 settembre. Al candore della futura miss Italia, per la quale il primo canale ogni anno mobilita coscienze conservatrici in nome di un’immagine da esportare come tale, due direttori di palinsesti hanno deciso di opporre l’attore Samuel L. Jackson per un più rude lunedì sera: SWAT – squadra speciale anticrimine (2003) di Clark Johnson su Italia1 alle 21.10, seguito alle 23.15 da Blu profondo (1999) di Renny Harlin su Canale5. Per fortuna ultimamente la mia antenna non prende bene questi due canali. Per una pizza invece, e due chiacchiere sulla trascorsa domenica sportiva, si può lasciare anche la televisione accesa a basso volume su Rete4 alle 21.10, almeno per sentire ogni tanto il tema musicale del film Bulldozer (1978) di Michele Lupo, uno degli ultimi film dove per recuperare ragazzi a rischio bastava farli prendere a ceffoni da Bud Spencer e metterli a fare dello sport. Che bella la giovinezza… . Se c’è qualcosa che vale la pena veramente vedere questo lunedì sera, è poco dopo però, sempre su Rete4, Nel nome del padre (1994) di Jim Sheridan, alle 23:45.

Martedì 25 settembre. Andate a trovare dei parenti o degli amici lontani. Non è l’oroscopo della bilancia, è un consiglio come un altro, per tutti coloro che cercheranno qualcosa in televisione durante la giornata. Meglio la chiacchiera di una suocera, almeno fino a dopo cena, quando dovrete decidere tra Arancia Meccanica (1971) del maestro Stanley Kubrick, alle 22:30 su La7 e Il danno (1992) di Luis Malle, con Jeremy Irons e Juliette Binoche, alle 23.25 su Rete4. Capisco che molti avendo visto il primo sceglieranno il secondo, ma ciò che non capisco è perché La7 spacci il film di Kubrick come 1^ Tv e lo inserisca alle 22:30, in un orario così retrò. Probabilmente il responsabile di tutto questo si aggira per il palazzo dell’emittente con i pantaloni a zampa di elefante, una camicia a fiori, e i capelli lunghi fino al sedere. Beato lui, e il suo pusher.

Mercoledì 26 settembre. Purtroppo bisogna ammettere che per tutti i direttori, quando parte un reality, è difficile programmare strategie cinematografiche da contrapporre, anche perché non si sa mai se sarà un buon programma commerciale o una grande immondizia da smaltire il prima possibile. La maggior parte rinuncia proprio ad affrontare il problema, come questo mercoledì (e chissà per quanti altri). Meglio correre al cinema sicuramente, che costa anche meno e non procura ulcera da immagini. Un perfetto dopo pranzo però è In nome di Dio – Il texano (1948) di John Ford, alle 14.00 su La7, perfetto perché come si è detto altre volte, è sempre un johnford, prima di tanti altri. Per chi invece vuole capire come tutto è successo (questo va letto anche come affermazione), da dove è partito cioè il cinema urlato e isterico del Muccino italiano, alle 3.00 su RaiUno (quasi a volerne occultare le prove, visto l’orario) Ecco fatto (1998) di Gabriele Muccino, con Giorgio Pasotti, recentemente a Bari ospite dell’Accademia del Cinema Ragazzi Enziteto.

Giovedì 27 settembre. Non date la colpa a me. Se la settimana scorsa almeno si poteva andare in giro per le strade di New York con Martin Scorsese che dal sedile di dietro minacciava di uccidere la moglie traditrice, oggi si può provare solo a fantasticare un po’ con Sfera (1997) di Barry Levison, tratto da un romanzo di Michael Crichton, alle 23.30 su Rete4. A chiudere la nottata alle 2.25 sullo stesso canale, Nel buio del terrore (1971) di Antonio Nieves Condè, un film spagnolo del quale non so niente, ma che per il titolo immagino come una di quelle affermazioni dei bambini che quando vogliono dire che si sono punti a un dito, parlano ai loro coetanei di laghi di sangue. Forse non vedrò il film e passerò la serata con mio nipote a raccontargli di quando mi sono punto sugli scogli con un riccio, e mare di sangue….

Venerdì 28 settembre. Ho deciso, vado a ballare. Lo faccio per tutti. Se dopo tutte queste stagioni del programma della Carlucci manco solo io per farla smettere, vado e… torno. Nel frattempo ho deciso di ubriacarmi di sakè, per tre motivi. Primo, per dimenticare che ho ballato, secondo per prepararmi alla prima visione a 1.30 su Raitre di Lotta senza codici d’onore (1973) di Kinji Fukasaku, il solito e gelido regalo made in Japan di Enrico Ghezzi al venerdì sera, e terzo per arrivare incosciente alle 2.20, alla visione su Rete4 di Oh, mia bella matrigna (1976) di Guido Leoni, dove la casta Sabina Ciuffini, ex valletta istituzionalizzata di Mike Bongiorno, si rilancia in veste sexy. Può sembrare un film qualsiasi (e infatti lo è, anzi, sicuramente è peggio) ma in qualche modo la presenza della Ciuffini può essere servita a molti come esempio di riciclaggio della propria immagine. Volendo cercare il paradosso, il suo atteggiamento liberatorio potrebbe aver influenzato anche le scelte di un ex Presidente della Camera donna che un giorno decide di farsi fotografare mezza svestita con calciatori, attori… scusate, ho sbagliato esempio, non è un paradosso. Attacco subito con il sakè.

Sabato 29 settembre. Mentre i canali principali, come due squali, propongono lacrime di coccodrillo e sogni irrealizzabili, il resto si allinea dietro loro come pesci parassiti, pronti a raccogliere chi tra gli spettatori rimane subito sazio di tanto miele. Purtroppo sarà così per tutta la sera, tra postini e capistazione. Questi due programmi dovrebbero far riflettere sul target cui è rivolto simile scempio, se gli autori hanno scelto una bicicletta e una vecchia locomotiva per mettere in relazione due persone. O hanno ragione loro, e non siamo nel G8, o non hanno ragione loro, e prendono per imbecille o straccione il pubblico a casa. Tra tutte le storie proposte, la più interessante è quella del regista Edgar G. Ulmer, autore di tutti e quattro i film trasmessi da RaiTre questa notte a partire da 1.20 con La follia di Barbablù (1944), Il segreto di sua sorella (1946), I pirati di Capri (1949) e La figlia del dott. Jekyll (1957). Finita la visione, dovreste essere pronti ad ordinare la colazione in americano, lingua con la quale saranno proiettati i film, non sprovvisti degli immancabili sottotitoli.

Se ne avete voglia e tempo allora, prendete nota.

Lunedì 24 ITALIA1 21.10 SWAT – Squadra speciale anticrimine (2003) di Clark J
Johnson
RETE 4 21.10 Bulldozer (1978) di Michele Lupo
CANALE 5 23.15 Blu profondo (1999) di Renny Harlin
RETE 4 23.45 Nel nome del padre (1994) di Jim Sheridan

Martedì 25 RETE4 23.20 Lo squalo 4 – La vendetta (1987) di Andy Cheng

Mercoledì 26 LA 7 14.00 In nome di Dio – Il texano (1948) di John Ford
RAIUNO 03.00 Ecco fatto (1998) di Gabriele Muccino

Giovedì 27 RETE4 23.30 Sfera (1997) di Barry Levison
RETE4 02.25 Nel buio del terrore (1971) di Antonio Nieves Condè

Venerdì 28 RAITRE 01.30 Lotta senza codici d’onore (1973) di Kinji Fukasaku
RETE4 02.20 Oh, mia bella matrigna (1976) di Guido Leoni

Sabato 29 RAITRE 01.20 La follia di Barbablù (1944) di Edgar G. Ulmer
RAITRE 02.30 Il segreto di sua sorella (1944) di Edgar G. Ulmer
RAITRE 03.45 I pirati di Capri (1944) di Edgar G. Ulmer
RAITRE 05.15 La figlia del dott. Jekyll (1944) di Edgar G. Ulmer

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