Il PD parte da Enziteto

Antonella Ardito

Sarà scaramazia o pura coincidenza ma Michele Emiliano avvia la corsa alla segreteria del Partito Democratico dal quartiere simbolo della svolta dell’Onda

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Michele Emiliano e Antonio Gaglione, due uomini, un solo partito, una contesa che animerà la politica pugliese e che scuoterà buona parte del centrosinistra nostrano alla ricerca del segretario regionale del PD non solo fino al 14 ottobre. Insieme ieri pomeriggio erano ad Enziteto, o meglio, quartiere San Pio, per inaugurare il nuovo deposito zonale dell’Amiu in una costola ripulita e riadattata del vecchio mercato coperto. “Siamo qua per andare a messa insieme perché è la festa di San Pio, per inaugurare questa struttura dell’AMIU e per coltivare la nostra amicizia, perché io e Antonio siamo amici e non ci vediamo da tempo” dichiara il Sindaco di Bari. E quando gli chiedi se è una sorta di segno di buon augurio ripartire da Enziteto per questa nuova sfida con la politica, il primo cittadino prima sorridendo dice che si inizia domani ma poi ammette :“E’ un segno forte, vengo qui a ricaricarmi, vedo le cose buone che sono state fatte e quindi spero di essere capace insieme ad altri uomini e donne della Puglia di fare altre cose. La prima persona con la quale dovrò lavorare è proprio Antonio, perché qualcuno si è dimenticato che stiamo facendo delle primarie, una specie di gioco di un unico gruppo ma all’interno dello stesso partito. Io e Antonio abbiamo pensato bene dopo le tossine della composizione delle liste di chiarire a tutti che il sorriso e l’amicizia saranno il connotato fondamentale del Partito Democratico”.

E così i due candidati passeggiano per il quartiere con una troupe ad hoc incaricata di seguire le azioni del Sindaco in questa campagna elettorale: il sottosegretario alla Salute omaggia Emiliano di un papillon e inizia un peregrinare nei locali occupati abusivamente da famiglie e tantissimi bambini, e proprio in uno di questi negozi della “Galleria Commerciale” è morta Eleonora. In molti casi quando il Sindaco va in Periferia l’accoglienza non è subito delle migliori. Qui invece è diverso, accanto alla diffidenza di chi scruta dalla finestre ci sono tante donne che vogliono offrire il caffè all’assessore all’edilizia pubblica Gianni Giannini, che sorridono al Sindaco e tanti bambini che lo seguono incuriosito, che vogliono tirare due calci al pallone con lui. Potenza delle telecamere? Non solo. Ad Enziteto il Sindaco appare meno stanco, meno oppresso, sarà la strana aria di campagna che si respira tra i casermoni ritinteggiati da poco.
Il coro è abbastanza unanime: le cose ad Enziteto sono cambiate. Lo rilevano insieme il Presidente forzista della I Circoscrizione Ferdinando Rodio e Pancrazio Dinoi, comandante della locale Stazione di Carabinieri. “C’è ancora spaccio di droga, ma la situazione rispetto al passato è molto migliorata”.

Però ancora non basta, ed è doveroso dirlo: non basta dopo 23 anni aver messo mani alla manutenzione degli stabili IACP, aver dotato il quartiere della scuola e dell’ambulatorio e dei primi negozi. La sensazione di ghetto ti insegue nell’anima, è incomprensibile: vedi le parabole alle finestre e ragazzine con le Nike taroccate, vedi due pullman percorrere un deserto di case che sembrano a tratti anche normali ma poi senti da dentro provenire urla e grida di dolore, vedi che c’è un anello mancante con la società cosiddetta civile e un ragazzo che sul vespino nero cede a due metri da te un incarto bianco. E’ tutto così strano ad Enziteto, e il problema è che non trovo una risposta da dare a tutta questa estraneità.

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