Serve stabilità e compattezza
Analizziamo responsabilità e attenuanti dei mancati risultati
Risultati che non arrivano, gioco che latina, questioni societarie ancora sospese e giocatori di fatto fuori organico.
Questo e altro nel periodo che sta attraversando il Bari.
Periodo che deve far riflettere, più che preoccupare, essendoci ancora moltissimo tempo per rimediare.
Bari che era partito benissimo in questa stagione in Coppa Italia, e questo forse aveva illuso più di una persona.
Strada facendo, però, le cose si sono complicate. Colpa di chi o di che cosa?
Iniziamo a vedere colpa di chi
Premesso che Materazzi ha le sue responsabilità, va però tenuto in debito conto sia il fatto che alcuni giocatori si sono aggregati all’ultimo (vedi Stellini, Di Dio e Cavalli), e in questo perlomeno le colpe vanno equamente divise con la società, che non ha predisposto un organico completo al trainer sin dall’inizio, sia il fatto che in attacco le grane portate da Vantaggiato e per un certo periodo anche da Massimo Ganci hanno indotto un allenatore prudente e di vecchia scuola qual è Materazzi a non bruciare da subito le possibilità di Lanzafame, preferendo schierare una sola punta, Santoruvo, unico centravanti fino a quel momento di ruolo e anche il più esperto.
Le colpe di Materazzi, più nello specifico, sono quelle di insistere adesso sull’unica punta, quando sia Ganci, che Cavalli, che Lanzafame offrono soluzioni alternative in attacco, e di non aver ancora quadrato il cerchio a centrocampo, dove la posizione dell’argentino Donda costituisce ancora un enigma.
L’attenuante dell’equilibrio tattico offerta dal mister regge, ma fino ad un certo punto, perché la condizione atletica, in questo momento non al top, non giustifica una formazione così rinunciataria in avanti.
Certo, è vero pure che l’idea di Materazzi era quella di ottenere un aiuto in zona tiro da Sergeant e cross da Bonanni e Galasso, ma un allenatore dell’esperienza e della bravura del suo calibro (lo è, a dispetto delle tante critiche, a nostro avviso) sa anche riconoscere i limiti in fase realizzativia del belga e la difficoltà nel distribuire le energie per tutti i 90’ minuti dei due esterni.
Probabilmente occorre ancora un po’ di tempo e noi fiduciosi aspettiamo. Fiduciosi, ma non fessi, consci perfettamente del fatto che qualche punto in cascina bisogna iniziare a mieterlo per non perdere troppo terreno.
La nostra sensazione è che il Bari si risolleverà, a meno che non si sfasci lo spogliatoio e non ci sia una rivolta interna verso le decisioni del mister.
E’ ovvio che gente come Ganci (e anche Bellavista, e chi è dalla sua parte) non potrà sentirsi lusingato dal trattamento sin qui ricevuto, ma bisogna mettere da parte i rancori personali e pensare al bene della squadra, come ha fatto Lanzafame, non sceso intelligentemente in sterili polemiche, dando la migliore risposta possibile forse a Materazzi sulla sua autorevole candidatura per un posto fisso in attacco sin dal primo minuto di gioco. Servono comunque compattezza e stabilità. Da parte di tutti.
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