Non solo cortei…impariamo da Gravina

Antonella Ardito

28 gruppi d’armi e cultori della storia pronti ad animare la cittadina murgiana

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Dal 21 al 23 settembre Gravina in Puglia ospiterà il V raduno internazionale dei cortei storici medievali. Un evento che riporta la città al 1289, anno dell’investitura del signore locale Giovanni di Montfort da parte di Carlo II d’Angiò ma che non vedrà solo semplici sfilate di costumi d’epoca ma ricostruzioni fedeli di accampamenti medievali, un palio tra le sei Porte del borgo, e delle vere living history che coinvolgeranno grandi e piccoli e che faranno rivivere i tempi di Federico II e degli Aragonesi, in un salto del tempo affascinante e possibile.
“Sono attesi mille figuranti da tutta Italia e anche da Francia, Germania e Polonia e 15.000 visitatori” ha rilevato Enzo Divella, presidente della Provincia di Bari, che insieme alla Regione Puglia ha garantito il supporto anche economico a questa iniziativa.
Dietro queste rievocazioni storiche c’è un lavoro certosino e impegnativo, portato avanti a Gravina dal Centro Studi Nundinae, nato nel 2002 e con oggi all’attivo 300 soci-figuranti iscritti, intere famiglie coinvolte e una piena partecipazione delle attività economiche di Gravina. “Facciamo una ricostruzione precisa degli abiti attraverso lo studio dell’iconografia dell’epoca, abiti che poi vengono cuciti dalle nostre sarte o come quest’anno una corona che è stata forgiata da un nostro artigiano” ha spiegato Raffaele Ceci, presidente del Centro Studi.

“Realizzare questi eventi costa tra i 70.000 e gli 80.000 Euro ma sono cose che restano, per davvero.”Il Centro Studi Nundinae gira l’Italia e il Mondo, accogliendo i favori degli organizzatori di cortei a Firenze, Assisi, Roma, città dove da tempo immemore si lavora sul recupero della storia: “in Puglia abbiamo un patrimonio in opere d’arte più ricco della Toscana”, ha rilevato Vittorino Curci, assessore alla Cultura della Provincia, “ questo significa che l’arte è radicata nel nostro territorio e che c’è anche un patrimonio immateriale che va recuperato e riconosciuto. Per fortuna ci sono le comunità locali che lo fanno perché vivendo questa dimensione ipertrofica del presente troppo spesso non lo facciamo. Questo raduno riprende il Teatro che solo per strada può essere vissuto e sancisce una dimensione europea dei nostri centri”. Infatti a Gravina ci saranno anche i gruppi di Barletta, Lucera, e Castellaneta. Da Bari arrivano il gruppo d’armi Stratos e altri piccoli rappresentanti dellea voglia di ritrovare le tradizioni del passato in maniera esatta e puntuale. Non c’è traccia di chi organizza il “Corteo” per la festa patronale di San Nicola.

Cliccando qui il programma della tre giorni del Raduno Internazionale di Gravina in Puglia.

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