Pd, D’Alema: “Sosterrò Emiliano”

Il Vice Presidente del Consiglio: “Mi metto a disposizione, spero in una lista unica a sostegno di Veltroni”
“Ho accolto volentieri l’invito che mi è stato rivolto ad essere candidato in Puglia. Del resto sono stato sempre e solo candidato in una terra a me molto cara come la Puglia”. Massimo D’Alema, appena varcata la soglia del salone interno del Fortino di Sant’Antonio per la presentazione del nuovo libro intervista a Bruno Tabacci, ha ribadito la sua intenzione di candidarsi all’assemblea nazionale costituente del Partito democratico e di appoggiare la candidatura a segretario regionale di Michele Emiliano.
L’augurio non nascosto del Vice Presidente del Consiglio è però quello di mettere in piedi una lista unitaria a sostegno di Water Veltroni: “Spero che ci siano le condizioni, del resto mi auguro che anche la mia disponibilità possa consentire di creare un spirito di convergenza”. Nessuna indiscrezione sul collegio dove si candiderà : “Queste cose saranno decise insieme agli altri – ha precisato – , io mi metto a disposizione”.
Finite le anticipazioni sul Pd, spazio aperto alla presentazione dell’ultimo libro intervista all’onorevole Bruno Tabacci, “Politica e Affari” a cura di Sergio Rizzo ed edito da Laterza. Un’ occasione unica per discutere sull’attuale assetto del bipolarismo italiano e sul futuro dell’Italia alle prese, da sempre, con un intreccio assai complesso tra politica e affari.
“La Prima Repubblica è morta per la troppa politica, la seconda rischia di naufragare per l’antipolitica”, ha esordito Tabacci che ha poi ha sottolineato la sua preoccupazione “per un governo, come quello attuale, che si regge in piedi solo perché impaurito dal ritorno di Berlusconi”.
Una situazione che porta la politica, secondo Tabacci, ad essere solo rissa tra due “opposte tifoserie”. E con l’aggravante, ha aggiunto, che il “sistema politico nazionale ha attualmente bisogno di scelte coraggiose, forti, in grado di portare avanti il cammino segnato dal Trattato di Maastricht e dall’euro, moneta che segue il passo del marco e non della lira” .
Sulla necessità di eliminare i particolarismi che caratterizzano il rapporto tra politica e affari si è invece soffermato Massimo D’Alema: “Governare un paese – ha detto rivolgendosi a Silvio Berlusconi- non è uguale a guidare un’ impresa”. “Purtroppo – ha continuato – la politica in Italia conta sempre meno”. Due le cause individuate dal Vice Presidente del Consiglio: “La globalizzazione, che rende i singoli governi nazionali deboli. E, in seconda battuta, l’economia”.
“In Italia esistono dei casi unici al mondo come un sistema informativo governato dall’alta finanza, in Europa non esiste nulla di simile”. Proprio su questo scenario, Massimo D’Alema si è augurato che la “politica possa esercitare un ruolo di contrappeso alla forte incidenza del potere economico”.
Durante la serata si è anche discusso della necessità di una legge elettorale. Bruno Tabacci non ha nascosto la sua simpatia per il doppio turno su schema presidenziale, così come Massimo D’Alema. Punto di congiunzione tra i due schieramenti. Ma con proposte operative assai dissimili. Unica la certezza: rifare la legge elettorale: “Questa legislatura – ha assicurato D’Alema – non può mancare questo appuntamento”.
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