Azione Universitaria attacca Mussi

Riceviamo e pubblichiamo

Sotto accusa il test di medicina

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Due domande annullate nel test di ingresso redatto quest’anno dai “cervelloni” del Miur per l’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
Questo Governo non solo continua a dare i numeri ma persevera nel darli sbagliati, e non solo quando si tratta di fondi e finanziamento agli Atenei
. Dopo aver scoperto i piani segreti della premiata ditta Mussi-Padoa Schioppa diretti a prevedere un innalzamento al 25 percento del FFO delle tasse stanziate dagli Atenei, con un cinque percento in più rispetto all’attuale normativa, il ministro ha pensato bene di distinguersi anche per ciò che concerne attività meramente istituzionali come la redazione delle prove di valutazione per l’ingresso ai corsi a numero programmato.
Durante la prova di martedì 4 settembre, oltre 70 mila aspiranti medici si sono imbattuti, infatti, con due domande errate tra le ottanta previste dalla normativa vigente. In particolare, il quesito numero 79 non prevedeva, tra le cinque proposte, nessuna risposta esatta, mentre quello numero 71 ammetteva più di una risposta esatta tra quelle contemplate.
Il ministro Fabio Mussi si è repentinamente affrettato ad affermare che la valutazione complessiva della prova avverrà su 78 quesiti anziché su 80 ma mai come in questo caso la “medicina” risulta peggiore del male. La prova, infatti, resta gravemente pregiudicata e la modifica postuma della valutazione produce nient’altro che l’alterazione delle più elementari regole della par condicio tra i candidati andando a penalizzare i candidati più preparati in fisica e matematica; inoltre, tutte le aspiranti matricole hanno comunque visto compromesso lo svolgimento dell’intera prova giacché una considerevole porzione del tempo disponibile (due ore) è stata distratta per cercare di trovare una risposta a domande dichiarate “impossibili” solo successivamente dall’ineffabile Mussi.
Contro l’impreparazione di Mussi e dei suoi ascari travestiti da sedicenti tecnici è facile prevedere una pioggia di ricorsi. Una figuraccia che certifica ulteriormente il tasso di impreparazione e pressappochismo che alberga in Piazza Kennedy.

La farsa dei quiz sbagliati assume per Azione Universitaria i contorni della tragedia. Tale cialtronata, infatti, va correlata alle linee politiche dell’attuale ministro tese a prevedere una crescente proliferazione dei corsi a numero programmato; un sistema, quello delineato da Mussi, in cui le ambizioni delle aspiranti matricole non solo si confrontano con la sistematicità del test d’ingresso – un abuso forzoso se previsto anche per corsi di laurea per cui non ce ne sarebbe bisogno – ma che debbono, altresì, difendersi dal fuoco amico rappresentato dalle domande errate somministrate dallo stesso ministro.
A proposito di corsi di laurea per cui non ci sarebbe bisogno di selezione d’ingresso, paradigmatico appare quello di Scienze Infermieristiche, laddove la domanda, sempre più ingente, proveniente dal mercato privato e dal Servizio Sanitario Nazionale si arena contro i lacci e laccioli di un sistema universitario incapace di dare risposte. Forse perché impegnato a fare domande. Purtroppo sbagliate.

Gennaro ROSSI Commissario provinciale AU Bari

Sergio ROTONDO Componente CdA Università di Bari

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