Non si ferma la polemica su De Santis
La lettera di Carlo Paolini
Caro Presidente De Santis, ha destato meraviglia e incredulità la tua richiesta di eliminare gazebo e panchine da piazza Moro perché luogo di ritrovo di senza fissa dimora che, a tuo dire, rendono alla città uno spettacolo poco edificante.
Non c’è dubbio che vedere la povertà – e i poveri – può provocare in tante persone un certo imbarazzo. La domanda da farsi allora è: che cosa può e deve fare la nostra Amministrazione che nel programma elettorale ha indicato , con il Sindaco, come scelta prioritaria le politiche a favore delle fasce socialmente più deboli della nostra città?
La Commissione consiliare sulle Politiche sociali, che presiedo, fin dal suo insediamento ha fatto una scelta di campo a favore degli “invisibili” del nostro territorio. Dalla nostra volontà politica e caparbietà, con il pieno sostegno del Sindaco Emiliano, è nata l’iniziativa del Ferrhotel, una struttura che – grazie alla concessione in uso gratuito di Grandi Stazioni e alla collaborazione dei volontari – ha permesso quotidianamente a circa 50 persone senza fissa dimora di godere di un posto-letto nei pressi della Stazione, loro sede naturale in tutto il mondo; è dalla volontà politica della Commissione in uno con la sensibilità dell’assessora Rinella, che Bari si è dotata della Via virtuale Città di Bari per dare una residenza a questi cittadini, insieme alla possibilità di vedere garantiti i propri diritti civili come tutti; è dalla caparbietà della Commissione che da due anni nel mese di agosto il Comune riesce a garantire un pasto caldo ai poveri che, ospiti delle mense parrocchiali, non sapevano dove andare quando queste chiudevano per ferie, imponendo contemporaneamente alle strutture convenzionate con l’Amministrazione di fornire un pranzo degno di tale nome e non un panino, come avveniva in anni precedenti.
Caro Presidente, come vede la sensibilità politica verso gli ultimi è particolarmente sentita in molti di noi e, in primis, dal nostro Sindaco, anche se ora si sta facendo strada una cultura pericolosa: allontanare dal centro cittadino le persone senza fissa dimora, chiudendo il Ferrhotel, piuttosto che affiancare ad esso un’altra struttura per rispondere in modo più completo ai bisogni esistenti. E’ infatti risaputo che accanto al Ferrhotel ci sono altri locali dismessi da Grandi Stazioni che nel passato recente avevano anche dato la loro disponibilità: bisognava solo investire qualche migliaio di euro. Si potevano ricavare altri posti letto ed anche un locale dove assistere i “nostri” invisibili evitando già da tempo la visione che lei ha voluto evidenziare anche se con una soluzione che non può né deve essere condivisa da chi ha cuore politiche di inclusione e non di esclusione. Perché non chiede all’assessora alle politiche sociali quando potranno iniziare i lavori di ristrutturazione del Ferrhotel che si è impegnata a fare nel breve periodo, visto che mancano dal bilancio i fondi necessari per tale opera?
Il Ferrhotel rimane senza troppe spese una struttura strategica per la città. L’Amministrazione ha la possibilità di accogliere chi si trova in estrema difficoltà, evitando nel contempo lo “spettacolo” di degrado che lei ha visto. Il Direttore Generale, dr. Nasuti, in un incontro con il sottoscritto e il Direttore della Ripartizione della politiche sociali, aveva da tempo diligentemente indicato la strada per ampliare i 22 posti letto del Ferrhotel portandoli al doppio evitando, così, che fossero i “lavoratori” presenti nella struttura ad assumersi la responsabilità del raddoppio dei posti letto visto il silenzio dell’assessorato. A tale proposito, perché non ascolta questi lavoratori che hanno citato in giudizio l’Amministrazione perché messi sulla strada da un bando di gara che, contrariamente a quanto generalmente si fa, non ha previsto la garanzia dei posti di lavoro visto che il servizio non veniva dismesso?
I cittadini devono essere sicuramente ascoltati, ma il nostro compito è anche quello di stimolarli a riflettere, a capire che la questione sicurezza non si risolve con il decoro urbano che è tale solo in una città di uguali…
Cordialmente
Carlo Paolini
Consigliere Comunale Lista Emiliano per Bari
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