FDL, pareri a confronto
Francesco Boccia e GIuseppe Carenza esprimono un punto di vista opposto sul discorso di Prodi
“Un discorso di grande rilevanza sotto il profilo economico e anche politico“: questo il commento di Francesco Boccia, capo del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio. “La svolta a mio avviso fondamentale della linea dettata dal presidente – sostiene Boccia – è che occorre fare piazza pulita dell’autarchia. Il Sud insomma deve smettere non solo di piangersi addosso, ma anche di considerarsi un mondo a parte.
Va colta la grande sfida sulle Energie Rinnovabili. Il Sud e la Puglia possono diventare il motore della terza rivoluzione industriale, basata sulle energie pulite. Fotovoltaico, eolico, solare termico, biomasse e biogas troveranno ingenti risorse per risiedere stabilmente nei prossimi decenni nella progettazione e nella produzione proprio al sud.
Noi meridionali viviamo nel mondo globale e col mondo globale dobbiamo fare i conti. Vince chi produce di più e meglio; vince chi sa rompere con le vecchie liturgie, vince chi sa creare occasioni di serenità sociale. Chi ritiene che il problema della sicurezza non tocchi anche lo sviluppo economico della nostra società, non ha capito niente”.
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“Il discorso del presidente del Presidente del Consiglio Romano Prodi delude il sindacato. Da Bari avremmo voluto ascoltare più parole e progetti per il Mezzogiorno. Prodi ha soltanto fatto un consuntivo del suo Governo fino a quest’oggi, ma nulla ha detto sulle strategie di rilancio del Paese e del Sud in particolare. Visto che il premier ha detto di voler restare alla guida del Governo per tutta la legislatura (respingendo ogni ipotesi di elezioni anticipate), allora avremmo voluto ascoltare da Prodi un discorso mirato per il Meridione, il grande assente dell’agenda politica. Ne è un esempio l’isolamento del territorio della Capitanata dopo l’esclusione di Foggia dal raddoppio ferroviario della Bari-Lecce o l’abbandono della Puglia e del resto del Mezzogiorno, rimasti privi delle grandi opere pubbliche promesse dal centrosinistra.
Il Sud ha bisogno di una politica per l’occupazione dei giovani e delle donne; ha la necessità di veder partire i distretti produttivi; di una programmazione seria sulle infrastrutture.
La programmazione dei fondi europei 2007-2013, invocata da Prodi per il rilancio delle Regioni, non può essere la panacea di tutti i mali. Non è possibile dire ai presidenti delle Regioni che sui fondi comunitari si giocano tutto. La responsabilità del rilancio del Paese passa soprattutto attraverso il grande impegno di un Governo. Che oggi risulta assente”.
Giuseppe Carenza, segretario regionale della Ugl Puglia
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