Via alla Fiera 71 e Prodi striglia il Sud

La Redazione
0 commenta

50 minuti e spiccioli per un discorso che guarda all’intera legislatura (“risaneremo il bilancio solo fra 4 anni”) e che non mostra alcuna tenerezza o comprensione nei confronti dei grandi, immensi, eterni problemi strutturali del Mezzogiorno d’Italia. Un Prodi che non riesce a sorridere e che perde dopo pochi minuti la scioltezza di linguaggio per riprecipitare nella sua solita dizione impolpettata, che mette a dura prova le palpebre di chi lo ascolta e l’udito di chi dovrebbe sintetizzarne il discorso.

L’ovvia riconsiderazione di quanto fatto dal suo governo in questo anno di inizio legislatura, una risposta indiretta a Montezemolo che ha preferito le prove libere e la qualificazione di Monza della sua Ferrari all’inaugurazione della Fiera e poi una serie di belle mazzate sui denti al sud, guardando bene in faccia Vendola, Divella ed Emiliano che, a dire il vero, non hanno mai fatto dei loro discorsi di oggi la solita geremiade contro il governo.

I mali del sud che Prodi scarica, quasi senza soluzione di continuità, sulle spalle dello stesso sud e di chi lo governa a livello locale: tassi di sviluppo e di disoccupazione degni di paesi molto meno ricchi dei nostri, emigrazione, emarginazione delle donne dall’impresa e dal lavoro. Insomma, un discorso che non ha fatto sconti e che sembra voler lanciare una sorta di “tiriamoci fuori” del governo impegnato, a quanto pare, a far abbassare l’elefantiaco rapporto PIL/debito pubblico che ormai è del 106 per cento (il doppio di Germania e Francia).

Un Prodi disincantato, pratico e concreto. Un Prodi che ha definito “patologica” l’evasione fiscale italiana e ha ringraziato la GdF per aver recuperato ben 20 miliardi di euro di evasione o elusione fiscale. Non fossimo alla Fiera del Levante, sarenen sembrato più il discorso di un capo condomino che quello di un capo del Governo.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!