Fiera 2007: venti ed eventi

Fortunata Dell'Orzo

Edizione che segna una svolta: rispettare la tradizione costruendo il futuro

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Sarà una Fiera dove si alzerà vigoroso un vento di Levante in grado di riportare Bari e la Puglia al centro delle correnti del Mediterraneo: impresa e cultura, tradizione e innovazione, Mediterraneo e mondo intero. L’impressione è quella di una ritaratura globale della Campionaria, che si è un po’ scossa di dosso la polvere del deja vu che tanto ha afflitto le edizioni precedenti.

La Regione presente e pressante, potremmo dire,  non solo come olivi e bontà gastronomiche, ma impronta originale per “costruire le nuove classi dirigenti” nelle parole cariche di visioni postive pronunciate da Nichi Vendola. L’arte e la creatività della Fondazione Giorgio Correggiari a fare da sentiero visivo di questo rinnovamento. E migliaia di limoni che disegnano il numero 71, il numero delle edizioni di questa Fiera, iniziata nel 1930 con Vittorio Emanuele III che sulle sue corte gambette di re sciaboletta avanzava verso l’ingresso monumentale dopo essere sceso dal piroscafo (come lo avrebbe chiamato mio nonno) ormeggiato alla rotonda.

Le nazioni chiamate ad essere qualcosa di più del folclorico bric a brac che fa tanto fiera: un occhio particolare sulla Macedonia, la nazione di quest’anno, in cui la Puglia ha intenzione di fare le stesse cose che sta facendoin Albania o in Libano, una cooperazione vera e paritaria, non assistita ma dignitosa. Tre nuovi stati entrano nella mitica Galleria delle Nazioni: l’India (uno dei colossi orientali che al momento contende alla Cina tassi d’accrescimento annuo a due cifre), il Tibet (e pazienza se in Cina s’arrabbieranno: ma il Tibet ha diritto alla vita e all’esistenza come tutti) e l’Australia del Sud, dove si producono vini e oli degni del mediterraneo.

E poi, occhio alle donne. Le donne imprenditrici che vengono soprattutto da paesi dell’est dove c’è più fame di democrazia, trasparenza, vita civile. Trecento donne imprenditrici saranno tutte insieme in un forum che non ha precedenti in Italia, a colloqui con il Ministro Emma Bonino in un forum tutto per loro. La fiera c’è, i venti di Levante pure. E presto si dovrà decidere per la sua trasformazione in spa, ormai irrimandabile.

Un cenno, ma solo un cenno, all’assenza annunciata di Luca di Montezemolo, forse più attratto dalle prove di qualificazione di Monza che da questo pezzo di Italia che si chiama Bari. Nella loro cortesia Vendola e Lacirignola non l’hanno detto se non per accennare brevemente ad un piccolo rammarico. Ma di sicuro avranno pensato: non sa che si perde.

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