Lavavetri: ecco come la pensa Carlo Paolini
Consigliere Comunale della Lista Emiliano, Carlo Paolini ci ha fatto pervenire una nota in merito alla ormai nota vicenda della delibera del Comune di Firenze che arriva a prevedere l’arresto per un non-reato, come quello di lavare i vetri delle auto per strada:
"La presa di posizione del consigliere di AN Melchiorre contro i lavavetri locali dopo l’ordinanza del sindaco di Firenze con cui invita il Sindaco di Bari ad assumere lo stesso atteggiamento non mi trova consenziente. Io sono convito che le nostre città debbano vivere in serenità e sicurezza ma certamente questa ordinanza non va in tale direzione. Premesso che già la Cassazione si è occupata nel 2002 della questione dei lavavetri stabilendo che la figura istituzionale che può vietare è il questore non già il sindaco, ritengo che alla base della sicurezza e della serenità dei nostri concittadini ci debbano essere attente politiche sociali di prevenzione che portino all’inclusione e non all’esclusione dei più poveri. Penso che sia estremamente pericoloso e demagogico il coltivare nelle persone la convinzione che la vera sicurezza debba essere basata sulla emarginazione dell’ultimo, sull’estirpazione della diversità e non sui diritti fondamentali dell’uomo come il diritto al lavoro, alla casa, alla salute, alla pace. Personalmente non ho condiviso la scelta dell’amministrazione comunale di Bari ad allontanare i senza fissa dimora dal centro cittadino, dal Ferrhotel, una struttura che poteva con minima spesa essere organizzata per 45 posti letto visto che Grandi Stazioni non aveva e non ha intenzione di revocarne la disponibilità, evitando così di relegarli in periferia, quasi obbedendo ad una cultura che vuole il diverso, il povero lontano dai nostri occhi. La decisione del sindaco di Firenze, che non condivido, colpisce chi tenta di guadagnarsi il pezzo di pane quotidiano: se c’è il raket o meglio se c’ è un capo che dispone di queste persone povere e senza casa certamente questi non vengono colpiti o arrestati. In carcere va il lavavetro non già il suo capo. Io invece ho una grande speranza che mi porto dietro da sempre: pensare e lavorare meglio sui diritti di cittadinanza perché l’uguaglianza non è una parola vuota scritta nella nostra cara Costituzione."
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